Il caso di Pietro Di Costa e degli altri Testimoni di Giustizia. Una nota durissima con accuse specifiche a soggetti della Questura di Vibo Valentia. Intervenga immediatamente il Ministro dell’Interno.

E’ una lettere dura, durissima, con accuse a talune persone, nomi e cognomi, che non pubblichiamo per non offrire il pretesto a qualcuno per querelarci per averla diffusa.
L’ha inviata il Testimone di Giustizia Pietro Di Costa a vari indirizzi di autorità, compreso il Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno e si riferisce in particolare alla Questura di Vibo Valentia.
La nota di cui stiamo parlando contiene toni tipici di una persona arrabbiata che ha reso un servizio prezioso allo Stato e che si vede, in cambio, trattato come ” un appestato”.
La nota di cui stiamo parlando, al di là del caso specifico, rispecchia l’intera questione che riguarda il comportamento di questo Stato nei confronti di questi valorosi cittadini – i Testimoni di Giustizia appunto – di fronte ai quali noi tutti dobbiamo levarci tanto di cappello.
E veramente è vergognoso il trattamento ad essi riservato.
Stiamo contattando in questi giorni alcuni parlamentari che già si sono resi disponibili per portare in Parlamento il caso dei Testimoni di Giustizia in quanto è assurdo, inammissibile che rappresentanti di questo Stato continuino a trattare questi cittadini ai quali tanto dobbiamo nella maniera esposta da Pietro Di Costa e dagli altri Testimoni Gennaro Ciliberto e Valeria Grasso che abbiamo avuto come ospiti amatissimi al nostro Convegno di Formia.

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