Il caso di Ignazio Cutrò. Il nostro appello a Lumia, Orlando, Borsellino, Pisanu, Sonia Alfano

IGNAZIO CUTRO’: ANZICHE’ APPREZZARNE L’IMPEGNO ANTIMAFIA, LA PREFETTURA DI AGRIGENTO LO RIMPROVERA E LO PENALIZZA. COSI’ LO STATO TRATTA COLORO CHE COMBATTONO CONTRO LE MAFIE. MINISTRO MARONI NON CI RACCONTI PIU’ BALLE!

On. Maroni non ci racconti più balle circa l’impegno del suo governo nel combattere le mafie!

Se i rappresentanti del suo Ministero sono tutti uguali ai Prefetti sparsi sul territorio nazionale, siamo veramente fritti.

Abbiamo citato nella scorsa settimana il caso del Prefetto di Viterbo, nel Lazio, che, nella conferenza stampa sulla situazione criminale nella sua provincia, non spende una sola parola sulla presenza mafiosa nell’Alto Lazio.

Abbiamo parlato di quello del Prefetto di Roma che definisce la Capitale, occupata da una settantina e più di cosche, la… ”città più tranquilla d’Europa “.

Ci dobbiamo occupare oggi di quello di Agrigento.

Un comportamento, il suo, emblematico di “come” oggi in Italia viene… fatta “la lotta alle mafie”!

Se non ci fossero ancora magistratura e forze dell’ordine!

E qualche Prefetto come Mosca e Frattasi, subito, però, rimossi o costretti ad andare via!

Il Prefetto di Agrigento, nella Sicilia martoriata da Cosa nostra!

Stiamo parlando di un nostro caro amico, Ignazio Cutrò, che sta in trincea ed al quale è stata bruciata l’azienda dopo che si è rifiutato di pagare il pizzo ed aver denunciato i suoi estorsori e che vive, insieme alla sua famiglia, sotto protezione (si fa per dire perché lo scortano solo di giorno, mentre la notte viene lasciato alla mercé dei mafiosi!), al quale né i privati (la Confindustria siciliana di Lo Bello non ha nemmeno risposto alle sollecitazioni di Sonia Alfano), né lo Stato danno una sola commessa di lavoro.

Messo in condizioni di non poter più vivere.

Una situazione davvero pietosa.

E vergognosa per uno Stato che solo a chiacchiere dice di voler combattere le mafie!!!

A spese sue Ignazio Cutrò ha girato finora l’Italia per raccontare dal vivo cos’è la mafia e la sua storia dolorosa, testimoniando il suo impegno contro di essa e stimolando tutti a fare altrettanto..

E’ venuto anche a Fondi durante la grande manifestazione antimafia ed ha raccontato dal palco, al nostro fianco, quello che gli è capitato.

La Prefettura di Agrigento… lo ha rimproverato perché… si… “esporrebbe troppo”… e, cosa più grave ancora, non ha mosso e muove un dito per fare in modo che almeno la pubblica amministrazione-i comuni, cioè, la provincia, la regione, gli enti pubblici ed i ministeri-gli affidino qualche commessa e lo mettano in condizioni di lavorare e di vivere.

Niente di niente, mentre banche, INPS e quanti altri lo stanno letteralmente perseguitando e spingendo alla disperazione, insieme alla sua famiglia.

Quel Prefetto dovrebbe vergognarsi e, se fossimo veramente in uno stato civile e democratico, dovrebbe subito essere rimosso e trasferito ad altro incarico.

Ma c’è dell’altro.

Nessun parlamentare, né nazionale, né siciliano, si è mosso a suo favore. Almeno finora.

L’unica che ha assicurato il suo intervento è stata Sonia Alfano e di questo le saremo infinitamente grati.

Ora ci rivolgiamo personalmente agli onn. Beppe Pisanu, Beppe Lumia, Luca Orlando, Rita Borsellino e qualche altra persona perbene perché intervengano ufficialmente e pesantemente a favore di questa vittima della mafia e dei suoi familiari.

Confidiamo in loro.

Facciamo in modo che lo Stato non continui a manifestarsi solo attraverso questo tipo di Prefetti!

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