«Il business dei Mallardo-Contini-Ferrara: le mani della camorra sui supermercati»

«Il business dei Mallardo-Contini-Ferrara: le mani della camorra sui supermercati»

«Il business dei Mallardo-Contini-Ferrara: le mani della camorra sui supermercati»

di Antonio Mangione

GIUGLIANO. Dal cemento alle buste della spesa. Con la crisi del settore edilizio, il clan Mallardo ha cambiato pelle e reinveste i soldi guadagnati dalle attività illecite aprendo grandi catene di supermercati a Napoli e Provincia. Il business emerge dall’ultima inchiesta che ha coinvolto Anna Aieta, moglie del super boss Francesco Mallardo, il genero Salvatore Lucente e i due colletti bianchi, Gaetano Esposito e Ciro De Fortis Nadi. Dal racconto dei pentiti e dalle indagini svolte dalle forze dell’ordine è chiaro come la cosca giuglianese si sia servito di prestanomi per l’intestazione fittizia di supermercati. Secondo gli inquirenti erano proprio Salvatore Lucente e Anna Aieta coloro che si occupavano del settore della grande distribuzione, intesta come acquisizione e gestione di supermercati
“Salvatore Lucente gestisce diversi supermecati, tra cui i i Decò di Castelvolturno, Lago Patria e al Borgo Sant’Antonio Abbate nella zona del Buvero controllata dal clan Contini. Lucente era socio di Ettore Bosti, nipote di Ciccio Mallardo”, ha dichiarato il pentito Vincenzo De Feo”. Oltre agli affari con i Contini, i Mallardo hanno stretto accordi nel settore anche con i Ferrara di Villaricca. Un altro collaboratore di giustizia, Giuseppe De Rosa ha rivelato invece l’affare fatto da Mimì ‘o sfregiato che rilevò un supermercato al buvero gestito in passato da un altro genero di Ciccio Mallardo, i cui affari erano andati a male, per una somma di 200mila euro”. Anche i pentiti Teodoro De Rosa, Tommaso Froncillo e Giuliano Pirozzi hanno parlato degli investimenti fatti dai Mallardo in supermercati: “Attraverso prestanomi hanno gestito Despar di Aversa, Conad della Stadera”. “Un’altra attività di Mallardo Francesco sono i Superò, in questi esercizi non vi è solo una diretta partecipazione degli utili ma anche una via per distribuire il pane di Lucente e dei fratelli De Fortis”, ha rivelato Pirozzi.
Il colletto bianco del clan Mallardo, in un interrogatorio del 13 maggio del 2013, racconta come “il clan Mallardo abbia aperto supermercati attraverso un prestanome, in via Ripuaria, attraverso i quali venivano riciclati i soldi”. Affari milionari su cui la magistratura sta indagando

09/12/2016

fonte:www.internapoli.it

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