Il 2015, un anno estremamente impegnativo per noi tutti. Bisogna impegnarci tutti perché non c’é più tempo

IL 2015, UN ANNO ESTREMAMENTE IMPEGNATIVO PER NOI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
CI SERVONO “COMBATTENTI”, PERSONE CHE NON HANNO PAURA, ATTIVE, CHE NON SIANO CONDIZIONATE DA PASSIONI E FINI POLITICI DI PARTE CHE POTREBBERO LIMITARNE L’AZIONE A SECONDA DI CHI GOVERNA I LORO TERRITORI, CHE SIANO PIENAMENTE CONSAPEVOLI DELLA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE E CHE ABBIANO VOGLIA E CAPACITA’ DI “LEGGERE” COSA E CHI SI NASCONDE DIETRO UN INVESTIMENTO DI
CAPITALI, UNA VARIANTE URBANISTICA, LA COSTRUZIONE DI UNA STRADA, L’ACQUISTO O LA COSTRUZIONE DI UN IMMOBILE, LA VENDITA DI UN FABBRICATO, DI UN ALBERGO, DI UN BAR, DI UN RISTORANTE…
Ci servono persone che siano in grado di guardare in qualsiasi direzione ed abbiano orecchie dovunque e sempre ben aperte, pronte a raccogliere ogni sussulto, ad interpretare ogni movimento, ogni azione, ogni parola.
Disposte a segnalare a noi tutto in modo da darci la possibilità, usufruendo del patrimonio delle notizie di cui siamo già in possesso e che abbiamo accumulate negli anni di silenzioso e duro lavoro, di “capire” “cosa” e “chi” si nascondono “dietro” ogni fatto ed ogni operazione e di trasmettere il tutto a chi di dovere.
Ci servono persone che abbiano idee, che sappiano e vogliano proporci piani di attacco, strategie e tattiche da adottare, campi da coltivare, materie da trattare.
Ci troviamo ormai a combattere un sistema corrotto e dominato dalle mafie, dove ci sono dentro tutti, fatta qualche eccezione.
In molte parti del paese le istituzioni sono collassate e sotto ormai il controllo dei mafiosi.
Bisogna saper e voler individuare i mali, le aree di corruzione e di inefficienza e DENUNCIARE, DENUNCIARE, DENUNCIARE.
Attraverso l’Associazione, ovviamente, mai in prima persona e singolarmente.
Isolarsi significa votarsi al suicidio.
Le mafie cercano la persona isolata e la colpiscono senza pietà.
Dovremo affrontare percorsi difficili e delicati per arrivare ad individuare i centri nevralgici de ” o sistema”, il “cuore”, chi comanda, chi dà gli ordini, non solo i quaquaraquà.
Dovremo porre temi sul tappeto impegnativi e che ci imporranno battaglie durissime, come quelli della
QUALITA’ DELLE INDAGINI, DELLA PREVENZIONE OLTRE CHE DELLA REPRESSIONE, DELL’INEFFICIENZA DEGLI APPARATI DELLO STATO, DELLA CORRUZIONE, DELLA CARENZE LEGISLATIVE.
Materie tutte che ti fanno tremare i polsi per la loro complessità.
Il tutto senza trascurare il lavoro di routine che noi facciamo sulla base delle “visure camerali”, che costano e richiedono occhio, intelligenza e preparazione.
Se non si fanno queste cose, non è antimafia ed è solo bla bla che non serve a niente.
Anzi, che confonde le coscienze e le intelligenze.
Ormai la corruzione in Italia ha raggiunto livelli impressionanti e le mafie, attraverso la corruzione, riescono a condizionare tutti gli ambienti.
Possiamo trovare i mafiosi anche in mezzo a noi, fra i vecchi compagni di classe e di lavoro, fra i generali, i ministri, i colonnelli ed anche fra i magistrati, i prefetti.
Per non parlare dei politici fra i quali non sono molti a salvarsi.
Ecco perché limitarsi a raccontare quanto è avvenuto non basta più.
Bisogna saper PREVENIRE le cose e non aspettare che siano ALTRI a risolvere i problemi.
Chi crede, chi è consapevole, chi non è mafioso, HA IL DOVERE di scendere in campo.
Qua è in gioco l’avvenire nostro, dei nostri figli, dei nostri nipoti, dei ragazzi tutti e non è umano, civile, cristiano se si vuole e per chi crede, restare alla finestra.
Noi siamo impegnati allo spasimo per far capire a tutte le persone oneste, i cittadini perbene, che stare alla finestra è un suicidio per il Paese e per noi stessi.
Ma per combattere ci vuole l’organizzazione perché i mafiosi hanno l’organizzazione.
Un’organizzazione, quella mafiosa, potente, ricchissima, padrona anche dell’aria che respiriamo, del pane che mangiamo, della frutta che compriamo nel negozio sotto casa nostra.
Questo dobbiamo far capire alla gente perbene per invogliarla a venire a combattere, al fronte insieme a noi.
Un compito non facile ma che deve vederci impegnati al massimo delle nostre forze!
Non c’è più tempo!!!

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