“I veri soldi non li ha fatti con la droga”, la rivelazione del pentito su Paolo Di Lauro

“I veri soldi non li ha fatti con la droga”, la rivelazione del pentito su Paolo Di Lauro

Di Alessandro Caracciolo

18 Marzo 2022

Il collaboratore di giustizia Salvatore Tamburrino ha parlato anche degli affari illeciti di Paolo Di Lauro. In un verbale dell’11 novembre 2019 l’ex uomo di fiducia di Marco Di Lauro avrebbe ricostruito la gestione di denaro condotta dal boss dei Milionari e dai suoi figli: “Vi spiego che Paolo Di Lauro faceva sì la droga, ma tutto il guadagno delle piazze e dei passaggi di mano andava ai figli ed ai cognati ed alle persone di spessore del clan. I soldi Paolo Di Lauro li faceva con il commercio e aveva una rete di magliari, avendo iniziato con il ferro, ossia con i generatori, i martelli pneumatici, i flex, i trapani, insieme a quelli di piazza Mercato”.

Di Lauro comperava in Cina container di merci ed aveva un referente che non ha mai conosciuto. Li depositava in certi magazzini, dove si apponevano le etichette vendendo come merce contraffatta”, aggiunse Tamburrino.

TAMBURRINO SUL TRIUMVIRATO DEL CLAN DI LAURO

Cosimo non si lamentò affatto della circostanza che fosse stata uccisa in quell’evento una seconda persona perché era il periodo in cui più persone si uccidevano più Cosimo era contento…”. A parlare della ferocia di Cosimo Di Lauro, figlio del capoclan Paolo Di Lauro, fratello di Ciro e Marco Di Lauro, i tre fratelli che, secondo gli inquirenti, rappresentavano il triumvirato alla guida dell’omonima famiglia camorristica di Secondigliano, è Salvatore Tamburrino.

Era uomo di fiducia di Ciro “o’ chiatto” e anche di Marco Di Lauro, detto “F4”, colui che ha consentito l’arresto di Marco dopo 14 anni di latitanza. Tamburrino venne arrestato per l’omicidio della moglie Norina Matuozzo il 2 marzo 2019: lo stesso giorno viene arrestato anche Marco Di Lauro. Tamburrino iniziò la sua collaborazione con la Giustizia il 22 ottobre dello stesso anno.

LA CONQUISTA DEL POTERE DI PAOLO DI LAURO

Aniello La Monica si può considerare l’anello di congiunzione tra la vecchia camorra degli anni ’70 e la nuova Camorra, soprattutto, è stato un grande nemico di Raffaele Cutolo. Inoltre Anielluccio iene considerato il padre criminale di Paolo Di Lauro ma era noto a tutti con il soprannome di Anielluccio ‘o pazzo.

Tra corso Secondigliano e dintorni il soprannome di La Monica era ‘il macellaio’ non solo perché da giovane aveva fatto quel lavoro ma anche per la sua spietatezza contro i nemici. Pian piano costruì il suo gruppo di cui facevano parte Paolo Di Lauro, Paolo Micillo, Mimì Silvestri, Raffaele Abbinante, Rosario Pariante, Raffaele Prestieri ed Enrico D’AvanzoL’OMICIDIO DI ANIELLUCCIO ‘O PAZZ

Lo spietato boss capì lentatamene che Di Lauro, a cui lui aveva affidato il ruolo di cassiere, lo voleva spodestare dal trono criminale. Quindi Anielluccio cercò di uccidere Ciruzzo ‘o milionario ma quest’ultimo sfuggì ad un agguato. Da quell’attentato capì che lo spietato capoclan organizzò tutto, dopodiché, insieme al gruppo di fuoco decise di ammazzare La Monica attirandolo in trappola.

Il vecchio boss scese da casa ed un’auto lo investì e per non lasciargli scampo fu anche sparato. Proprio quel momento segnò l’ascesa criminale di Paolo di Lauro. Inoltre Tamburrino avrebbe confermato questo delitto: “Paolo Di Lauro ha ucciso Aniello La Monica, l’episodio me l’ha raccontato Marco Di Lauro.

Fonte:https://internapoli.it/paolo-di-lauro-magliaro-droga-tamburrino-pentito/

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