I triumviri del boss MICHELE ZAGARIA

I triumviri del boss MICHELE ZAGARIA. Guardate chi abbiamo, pardon, avete tenuto come consigliere provinciale: l’ingegnere Antonio Magliulo, con Francuccio la benzina e Antonio Fontana, referente del boss presso la politica campana e casertana

CASAPESENNA – Era pesante, pesantissima l’eredità, lasciata da Francesco Zagaria, alias Franuccio la benzina a sua moglie Elvira sorella del boss. Un reticolato ampio di relazioni imprenditoriali e politiche, di complessa gestione visto che c’erano gli imprenditori da sottoporre a estorsione, ma anche imprenditori, tipi Pino Fontana, tipo Donciglio, considerati soci di fatto di Michele Zagaria e del clan. Questi dividevano i proventi, mentre quando andavano a lavorare fuori zona, in aree diverse, riconoscevano al clan locale una quota.

Insomma, la gestione era imprenditorialmente complessa. Tra le altre cose, per azionare la macchina del danaro e degli appalti, Michele Zagaria aveva ativato una vera e propria sezione politica, affidandola a una sorta di triumvirato formato dallo stesso Francesco Zagaria a cui toccava sempre l’ultima parola, ma anche all’ingegnere Antonio Magliulo, cognato di quest’ultimo e di cui per anni CasertaCe ha scritto che non era possibile che uno come questo qua potesse stare in politica con funzioni tanto importanti quali ad esempio quella di consigliere provinciale.

Lo abbiamo scritto, più volte abbiamo avvertito l’allora presidnete della provincia domenico Zinzi di stare attento allo spazio che dava a Magliulo e ai suoi attraverso nomine a dir poco inquietanti negli enti di sottogoverno a partire dall’Agisap, dove Zinzi, su imput di Magliulo, inserì Carmine Domenico Nocera, cioè l’architetto del bunker, quello residente in via San Carlo, difeso in quale procedimento anche dall’attuale sindaco di Caserta Carlo Marino.

Il triumvirato degli ambasciatori di casa Zagaria presso i politici regionali e casertani era completato da Antonio Fontana primi interlocutori gli esponenti autorevoli dell’allora Udeur, l’ormai arcinoto Tommaso Barbato, imputato nel proesso Medea e l’altro consigliere regionale, al tempo targato Mastella, Vittorio Insigne.

Nel provvedimento riguardante la confisca dei 300 mila euro a Elvira Zagaria e il dissequestro di altri beni riconducibili alla stessa, questi passi ricostruttivi sono inseriti dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nel caso specifico, si tratta di importanti dichiarazioni, rese da uno dei pentiti di maggior peso, cioè Massimiliano Caterino.

QUI SOTTO GLI STRALCI DELL’INTERROGATORIO DI MASSIMILIANO CATERINO


01/10/2017

fonte:https://www.casertace.net

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