I soldi della camorra riciclati con pannolini e latte in polvere

 I soldi della camorra riciclati con pannolini e latte in polvere

 

Il Corriere della Sera, Martedì 15 novembre 2016

 

I soldi della camorra riciclati con pannolini e latte in polvere

I pm: la criminalità fa incetta di beni in offerta nei supermercati del Nord e li rivende al dettaglio. A Milano indagini su una trentina di persone: sono gli equipaggi dei Tir su cui viaggia la merce


di Giuseppe Guastella
Nel furgone stracarico non c’è posto neppure per uno spillo. Tre giorni fa l’avevano riempito di pannolini per bambini, oggi è la volta delle centinaia di confezioni di latte in polvere che si sono accaparrati svuotando gli scaffali di un paio di centri commerciali del milanese approfittando delle offerte sottocosto. Da qualche parte nel napoletano, un contabile della camorra si sfrega le mani per il nuovo affare. Non sa che la Procura di Milano ha già aperto un’inchiesta per riciclaggio ed estorsione.

Il furgone è partito vuoto da un paese della Campania, uno di quelli a più alta concentrazione di criminalità comune e organizzata, dove è stato regolarmente noleggiato pagando in contanti. Più di 800 chilometri di strada che, come avviene un paio di volte la settimana, si sono fatti in tre viaggiando anche tutta la notte per arrivare puntuali all’apertura di uno dei grandi centri commerciali che costellano la cintura milanese. Può essere un Esselunga, un Auchan, un Simply, un Carrefour, ciò che importa non è il marchio, ma le vendite promozionali, quelle che con l’esca dei prodotti-civetta attirano i consumatori e che ora si scopre ingolosiscono anche i criminali.

L’assalto è immediato e rapido. Armati di carrelli, i tre vanno diretti al corridoio riservato ai prodotti per bambini, sezione latte in polvere, oggi lo vendono a un prezzo bassissimo, razziano tutte le confezioni esposte e si dirigono alle casse. Nonostante sull’avviso della super offerta ci sia scritto che è consentito acquistare solo un numero limitato di confezioni, la maggior delle volte nessuno fa obiezioni. Quando si tratta di pagare, i tre tirano fuori i contanti.

L’operazione si ripete allo stesso modo ogni volta che gli addetti riempiono di nuovo gli scaffali e fino all’esaurimento delle scorte, a meno che qualcuno nell’ipermercato non provi a far rispettare le regole. In questo caso, la strategia prevede che i tre, di solito corpulenti e dall’aspetto poco rassicurante, usino modi non troppo velatamente minacciosi per passare senza intralci. Talvolta fanno finta di adeguarsi al divieto, aspettano un po’ e poi tornano dentro come se niente fosse per passare in uscita da una cassa diversa dalla precedente. Quando proprio non c’è niente da fare, si trasferiscono in un altro ipermercato per un’altra vendita promozionale a caccia di prodotti di alto consumo e non proprio a basso costo. Se incappano in un controllo della Polizia stradale basta esibire gli scontrini fiscali per proseguire senza problemi il viaggio di ritorno con il carico. Tutto è regolare, fino a prova contraria.

A prima vista potrebbero sembrare viaggi inspiegabili, dato che i costi che bisogna sostenere per andare avanti e indietro sull’Autostrada del Sole verrebbero compensati solo in parte dal guadagno che si può fare rivendendo quei prodotti che, a causa delle maggiori spese di distribuzione, al Sud costano più che al Nord. Ma il sostituto procuratore di Milano Maurizio Ascione sospetta che dietro questo traffico ci sia l’ombra della criminalità, comune o organizzata, che così ripulisce il denaro sporco che incassa con le attività illecite. Il magistrato ha aperto un fascicolo per riciclaggio ed estorsione e sta facendo accertamenti su una trentina di persone che fanno parte dei diversi «equipaggi», alcune delle quali hanno contatti con la camorra. Gli investigatori sospettano che la merce acquistata al Nord venga poi venduta al Meridione in supermercati, negozi o farmacie legati alla criminalità che sono in grado di «annegare» nella loro contabilità gli incassi facendoli apparire regolari. Il denaro è così lavato.

 

Archivi