“I soldi dei boss dell’Acquasanta investiti nell’azienda del caffè”: 4 condanne e un’assoluzione

“I soldi dei boss dell’Acquasanta investiti nell’azienda del caffè”: 4 condanne e un’assoluzione

Al centro del processo l’attività della “Cafè Moka Special”, di cui il giudice ha disposto la confisca. Secondo la Procura il titolare, Gaetano Pensavecchia, che ha avuto la pena più alta, avrebbe fatto fruttare nell’attività 150 mila euro riconducibili ai fratelli Gaetano, Angelo e Giovanni Fontana. Inflitti 2 anni e 8 mesi alla sorella Rita

Sandra Figliuolo

Giornalista Palermo

11 aprile 2022 11:13

Un affare quello del caffè che più volte, come è emerso da diverse indagini, è stato al centro degli interessi dei boss. E anche quelli dell’Acquasanta, ovvero i fratelli Fontana, cioè Gaetano (successivamentre aspirante pentito mancato), Angelo e Giovanni, figli dello storico capomafia, Stefano, deceduto nel 2012, avrebbero fatto soldi in questo settore, in particolare attraverso un’azienda finita sotto sequestro, la “Cafè Moka Special di Pensavecchia Gaetano snc”, di proprietà proprio di Pensavecchia. Il gup Nicola Aiello per questa vicenda oggi ha inflitto 4 condanne con il rito abbreviato, ma ha anche deciso di assolvere uno degli imputati.

Il giudice – che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Dario Scaletta – ha nello specifico inflitto 4 anni 5 mesi e 10 giorni a Pensavecchia, e 2 anni e 8 mesi a testa a Filippo Lo Bianco, Michele Ferrante e Rita Fontana. Scagionato invece Domenico Passarello, che era però accusato di aver versato dei soldi (25 mila euro) ai Fontana come prezzo della vendita di un immobile di via Gulì.

La Procura ha ricostruito (anche attraverso la maxi inchiesta “Mani in pasta”) gli affari dei Fontana, con diramazioni anche a Milano e in vari settori, compresi gioiellerie e smercio di orologi di lusso. Secondo l’accusa, Pensavecchia avrebbe reimpiegato nell’attività di cui era amministratore unico 150 mila euro che sarebbero stati il provento delle attività illecite dei Fontana, nel maggio 2014.

L’investimento dei boss avrebbe poi fruttato e qui sarebbero entrati in gioco gli altri imputati: Lo Bianco avrebbe ricevuto materialmente denaro da Pensavecchia, che lo avrebbe a sua volta versato a Ferrante che poi lo avrebbe consegnato a Rita Fontana, che l’avrebbe fatto avere ai fratelli nell’agosto 2017. Un meccanismo particolare, dunque, quello utilizzato dai Fontana, che più che servirsi di un prestanome a cui intestare fittiziamente un’azienda, avrebbero utilizzato direttamente l’attività per fare un investimento con denaro sporco.

Fonte:https://www.palermotoday.it/cronaca/mafia/acquasanta-boss-caffe-processo-condanne-assoluzione.html

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