I silenzi incomprensibili delle gerarchie ecclesiastiche della provincia di Latina sul problema mafie e sugli intrecci politica e criminalità

CONTRO LA CRIMINALITA’ PARLA UN PARROCO DI LATINA. FINALMENTE SI COMINCIA A SENTIRE ANCHE QUALCHE VOCE DELLA CHIESA A LATINA

A parlare è stato Don Gianni Toni, il parroco di Santa Domitilla a Latina.

L’anno scorso sono stati gli scouts, sempre in prima linea per la verità contro le illegalità e le mafie.

Ma molti si aspettavano la voce forte del Vescovo in persona perché solo lui rappresenta la Chiesa nelle sue ufficialità ed interezza.

Le altre sono voci di settori della Chiesa, importanti quanto si vuole ma pur sempre settori.

Questo per Latina e la parte settentrionale della provincia pontina.

Da quella meridionale, dall’arcidiocesi di Gaeta e dal suo pastore, un silenzio tombale.

Questo è uno degli aspetti drammatici della situazione esistente in una provincia, qual’è quella di Latina, devastata dalla corruzione, dal malaffare, dal malgoverno e dalle mafie: l’assenza più incomprensibile di un’autorità morale qual’è quella, appunto, della Chiesa.

Un’assenza che è apparsa, appunto, la più incomprensibile ed ingiustificata specialmente durante momenti drammatici quali sono stati quelli che hanno caratterizzato i noti “fatti” di Fondi e la catena di fatti di sangue verificatisi di recente a Latina, comune dove stanno emergendo dalle inchieste in corso intrecci perversi fra malavita e politica.

Quando i Vescovi tacciono in queste occasioni in quali altre possono parlare?

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