I Procuratori ordinari NON hanno il ruolo istituzionale per parlare di mafie e di reati associativi. La competenza è SOLAMENTE delle DDA!

PRECISIAMO UNA BUONA VOLTA PER SEMPRE, NELLA SPERANZA DI FAR CHIAREZZA DEFINITIVA SUI RUOLI E SULLE COMPETENZE DI OGNUNO, CHE I PROCURATORI ORDINARI NON HANNO ALCUN TITOLO ISTITUZIONALE PER PARLARE DI MAFIE E DI REATI ASSOCIATIVI.

TALE RUOLO COMPETE UNICAMENTE – E SOTTOLINEAMO, UNICAMENTE – ALLE DIREZIONI DISTRETTUALI ANTIMAFIA (ALLE DDA, TANTO PER INTENDERCI).

I PROCURATORI ORDINARI POSSONO PARLARNE, MA COME COMUNI CITTADINI E NON NELLA LORO VESTE.

PERTANTO CERTE ESTERNAZIONI FATTE NELLE VESTI UFFICIALI NON VANNO TENUTE IN ALCUNA CONSIDERAZIONE E LE FORZE DELL’ORDINE SONO TENUTE AD INVIARE LE LORO INFORMATIVE NON PER IL TRAMITE, COME TALVOLTA SI E’ VERIFICATO, CON IL RISCHIO DI VEDERSI DERUBRICATI I REATI, MA UNICAMNENTE E DIRETTAMENTE ALLE DDA DI COMPETENZA.

LO DICIAMO AI NOSTRI RESPONSABILI SUI TERRITORI:

SEGNALAZIONI E QUANT’ALTRO VANNO INVIATI UNICAMENTE (LO RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA: UNICAMENTE) ALLE DDA.

NON PERDIAMO TEMPO, QUINDI, NEMMENO A POLEMIZZARE CON QUANTI DOVESSERO SCONFINARE DAI LORO AMBITI ISTITUZIONALI.

PIUTTOSTO-E APPROFITTIAMO DELL’OCCASIONE PER PORRE IL PROBLEMA SULLA SCRIVANIA DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA PIERO GRASSO- C’E’ SEMPRE IL PROBLEMA CHE VA RISOLTO E CHE RIGUARDA IL RACCORDO FRA PROCURE ORDINARIE E QUELLA DISTRETTUALE ANTIMAFIA.

CIO’ AL FINE DI OTTENERE CHE LE PRIME INVIINO ALLE SECONDA I CASI NEI QUALI DOVESSERO CONFIGURARSI QUEI REATI DI CUI ALL’ART.416 BIS EVITANDO QUELLE DERUBRICAZIONI DI CUI HANNO PARLATO I PM DE MARTINO E CURCIO FACENDO RIFERIMENTO ALLE INCHIESTE SVOLTE A LATINA IN ANNI ANDATI.

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