I Procuratori di Cassino assenti al Convegno sulle mafie a Cassino. Un assenza gravissima e non giustificabile sulla quale chiediamo ufficialmente un giudizio al Ministro Severino ed ai Procuratori Grasso e Pignatone.

Stiamo dicendo da anni che il ruolo di un’associazione antimafia seria è quello di individuare e denunciare, senza reticenze o giri di parole, le ragioni vere per le quali le mafia hanno avuto la possibilità di invadere senza trovare resistenze effettive il nostro Paese ed i nostri territori.

Una di queste ragioni va individuata nell’incapacità di “leggere” il fenomeno, di ammetterne l’esistenza e di approntare, di conseguenza, gli strumenti idonei per combatterle, di alcune Procure o, meglio,. di alcuni Procuratori.

Abbiamo avuto nel Lazio il “caso Latina”, che speriamo ora superato; abbiamo oggi un “caso Cassino”?

Troppa disattenzione, troppa superficialità e, quindi, troppi ritardi nel comprendere e nel combattere taluni fenomeni.

Ieri, a Cassino, ne abbiamo avuto la dimostrazione plastica.

Noi, anche per il nome che portiamo, abbiamo il più profondo rispetto nei confronti della Magistratura.

L’abbiamo sempre difesa dagli attacchi vergognosi di uomini come Berlusconi e non solo e la difenderemo sempre.

Come Istituzione e come unico – e, ripetiamo, UNICO- baluardo contro il. malaffare e le mafie.

Detto questo, però, proprio per salvaguardare la sua immagine ed il suo prestigio, non possiamo tollerare certi comportamenti di singoli che rischiano di minare quell’immagine.

L’assenza di ieri di un qualsiasi rappresentante della Procura di Cassino ad un Convegno nel quale si parlava –a Cassino – di mafie sul territorio e dove i relatori erano 3 alti Magistrati, due delle DDA di Roma e di Napoli- un avvenimento per noi significativo il vedere INSIEME le due DDA, per il quale ci stavamo spendendo da tempo e per il quale dobbiamo essere grati al Dr. Cafiero de Raho ed in egual misura al Dr. Pignatone – ed un terzo addirittura un Presidente di una Sezione della Suprema Corte di Cassazione, , oltre ai massimi esponenti provinciali di tutte le forze dell’ordine, è un atto gravissimo ed ingiustificabile che noi non possiamo prendere sottogamba.

Noi, accogliendo anche le sollecitazioni di molti amici avvocati, fra i quali Patrizia Menanno che fa parte del Direttivo della nostra Associazione, ci siamo spesi nelle sedi opportune, anche se con molta discrezione, per la NON soppressione dei presidi giudiziari di Cassino, Procura soprattutto.

Ma oggi chiediamo con forza – una forza che deriva dalla consapevolezza della gravità del fenomeno mafioso esistente sul territorio cassinate e nel Basso Lazio, territorio nel quale proprio la Procura di Cassino è l’unico presidio della giustizia inquirente – che, a cominciare dal Procuratore Capo fino all’ultimo Sostituto, la lotta alle mafie diventi da oggi in avanti la priorità assoluta.

La Procura di Cassino è stata “ salvata” dalla soppressione proprio perché il Governo ha dovuto ammettere che quel territorio è fortemente infestato dalle mafie.

Ora, Ministro Cancellieri, Procuratore Grasso, Procuratore Pignatone, bisogna PRETENDERE che quella Procura cominci a lavorare notte e giorno contro le mafie.

Noi abbiamo un alto senso dello Stato di diritto e ci dispiace attaccare le istituzioni e gli uomini delle istituzioni.

Non metteteci, quindi, nelle condizioni di dover assumere posizioni di protesta pubblica per noi particolarmente dolorose.

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