I Prefetti, ragazzi, i Prefetti!!!

Sono i Prefetti che dobbiamo tenere d’occhio perché è su di
essi che gravano per legge le maggiori responsabilità per la
lotta preventiva alle mafie.
Sono i Prefetti che presiedono i Comitati Provinciali per la
sicurezza e l’ordine pubblico e dovrebbero, pertanto, avere
più di ogni altro il polso della situazione nelle loro mani.
Intanto bisogna controllare se alle riunioni di tali Comitati
Provinciali essi fanno partecipare, oltre al Procuratore Capo
della Repubblica ordinaria, anche un magistrato della
Direzione Distrettuale Antimafia, come prescrive una
vecchia circolare di Giorgio Napolitano nella sua veste di
ex Ministro degli Interni.
Ciò in quanto SOLO i magistrati della DDA sono
competenti in materia di reati associativi mafiosi -il 416 bis
– e, quindi, sono gli unici ad essere compiutamente informati
in materia.
Se non lo fanno, bisogna subito segnalare la cosa a noi che
provvederemo di conseguenza.
E, poi, bisogna costantemente controllare se essi emettono le
famose “INTERDITTIVE ANTIMAFIA” e QUANTE ne
emettono in un anno.
Se non le emettono o ne emettono poche, anche questo va
segnalato a noi e bisogna denunciare le loro omissioni in
tutte le sedi, a cominciare dalla denuncia pubblica con
comunicati, manifesti, interrogazioni parlamentari e
quant’altro.
Giova ricordare a tutti che talvolta si è verificato che
imprese, poi scoperte in odor di mafia, sono risultate in
possesso di regolare certificato antimafia.
Quindi riflettori accesi al massimo sull’operato di molte Prefetture!!!
Cominciamo ad elevare il livello di attenzione sulle cose concrete finendola con le chiacchiere, commemorazioni e pagliacciate varie.
Le mafie, soprattutto quelle dei “colletti bianchi” vanno combattute con atti concreti e mezzi efficaci e non con le chiacchiere!!!

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