I PAPERONI DELLA CAMORRA. Trovata la provvista per sostenere 40 famiglie di boss e ras di Bidognetti. In un colpo solo, 850mila euro in contanti a Luigi Brusciano

I PAPERONI DELLA CAMORRA. Trovata la provvista per sostenere 40 famiglie di boss e ras di Bidognetti. In un colpo solo, 850mila euro in contanti a Luigi Brusciano

26 Novembre 2021 – 13:14

Lo stralcio dell’ordinanza che pubblichiamo dimostra che l’intero clan dei casalesi, a 360 gradi nella riunione di tutte le sue fazioni, traeva risorse ingentissime dalle truffe che l’organizzazione capitanata da Giuseppe Guarino compiva ai danni dello Stato su Iva e accise dei carburanti. L’intercettazione del dialogo tra lo stesso Guarino e Giacomo Capoluongo e il talento tecnico del Brusciano, una sorta di manager che viaggiava costantemente tra Londra e Roma

TRENTOLA DUCENTA/SAN MARCELLINO – Veramente occorre ambientarsi per superare l’incredulità sulla facilità dei percorsi di movimentazione di certe cifre. Oggi, nell’ordinanza sul maxi riciclaggio targato clan dei casalesi, arriviamo ad un punto a nostro avviso molto importante.

In sede di illustrazione dei capi di imputazione provvisori, abbiamo fatto riferimento anche ad un nucleo criminale organizzato nella zona del Salernitano, Pagani e dintorni, costituito da Stefano Piscopo del luogo, che aveva creato un sodalizio con Luigi ed Eva Brusciano, fratello e sorella di Gabriele detto Massimo, esponente di spicco della fazione Bidognetti del clan dei casalesi. Ed ecco che nell’ordinanza salta fuori una consegna di ben 850mila euro che Giuseppe Guarino consegna nell’arco di una settimana proprio a Luigi Brusciano.

Interessante è l’intercettazione ambientale del dialogo tra lo stesso Giuseppe Guarino e il cognato Giacomo Capoluongo. I due si rendono conto della rilevanza della cifra. al riguardo, Giuseppe Guarino fa rilevare che Luigi Brusciano avrebbe sulle sue spalle la vita di ben 40 famiglie, evidentemente di boss del clan dei casalesi, dell’area Bidognetti. Ecco il motivo della necessità di tanto danaro. Ciò dimostra che il meccanismo delle enormi provviste di danaro, frutto delle truffe sull’Iva e sulle accise dei carburanti, coinvolgeva l’intero clan dei casalesi e non solo una o due fazioni.

Se Giuseppe Guarino, in relazione a ciò che il cognato Giacomo Capoluongo faceva, aveva oscillato tra Michele Zagaria e Nicola Schiavone, ciò non significa che da coordinatore di questo enorme traffico di danaro contante, non coinvolgesse anche la fazione Bidognetti. Lo faceva in maniera compiuta, con consegne di cifre veramente enormi, come dimostrano questi 850mila euro consegnati sull’unghia a Luigi Brusciano, di cui emergono anche altri particolari interessanti e cioè che si tratta di una sorta di mago dell’informatica, dei server. Un discorso che si interseca con quello relativo ai telefoni, gestiti proprio da Luigi Brusciano e a cui Guarino fa riferimento. Quelle utenze, utilizzate per le consegne complicate di questi soldi ripartiti tra le varie famiglie, peserebbero per almeno 18mila euro al mese.

Brusciano, infatti sarebbe una persona di ottime competenze tecniche che viaggerebbe costantemente tra Londra e Roma dove presenziava a nn meglio precisate riunioni.

Fonte:https://casertace.net/i-paperoni-della-camorra-trovata-la-provvista-per-sostenere-40-famiglie-di-boss-e-ras-di-bidognetti-in-un-colpo-solo-850mila-euro-in-contanti-a-luigi-brusciano/

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