I clan fanno affari, i politici negano

Non si può combattere la criminalità organizzata se si nega che esiste. Così è, da anni, sul suo radicamento nel Lazio. Nonostante la presenza dei clan mafiosi sia puntualmente documentata dalla direzione distrettuale antimafia [Dia], osservatorio regionale, sindacati e associazioni, troppe amministrazioni locali respingono sdegnosamente l’esistenza di questa vera emergenza. Lo faceva Walter Veltroni da sindaco di Roma, che ha sempre sorvolato sul dilagare degli affari mafiosi nella capitale. Lo ha fatto Gianni Moscherini [attuale sindaco di centrodestra di Civitavecchia], il quale nel 2005, quando era presidente dell’autorità dei porti del Lazio, ha minacciato querele al giornale locale che aveva ripreso l’allarme lanciato dal procuratore antimafia Pier Luigi Vigna su possibili infiltrazioni mafiose nel porto di Civitavecchia. E lo fa il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani [centrodestra], che nega il radicamento di mafia, camorra e’ndrangheta nel territorio pontino: voci alimentate da chi vuole farsi pubblicità, dice Cusani. Ieri, però, è venuta di nuovo fuori la notizia che fiumi di denaro sporco vengono investiti lungo tutto il litorale laziale, a partire dagli appalti nei porti turistici e commerciali: lo dimostrano le relazioni della Dia e le denunce della Cgil.

(tratto da www.carta.org)

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