I chiarimenti intervenuti fra la nostra Associazione e la Segreteria regionale dell’Italia dei Valori sul “caso Fondi”

CON PIACERE RENDIAMO PUBBLICHE LE NOTE RIMESSECI DAI RESPONSABILI REGIONALI DELL’ITALIA DEI VALORI IN RISPOSTA AD ALCUNE CRITICHE DA NOI MOSSE NEI LORO CONFRONTI A PROPOSITO DI ALCUNE AZIONI PER IL ” CASO FONDI” APPARSE ALQUANTO ISOLAZIONISTICHE.
SIAMO SODDISFATTI PER I CHIARIMENTI FORNITICI E, SOPRATTUTTO, PER LE ASSICURAZIONI CHE DA OGGI IN AVANTI TUTTE LE AZIONI VERRANNO DECISE UNITARIAMENTE FRA TUTTE LE FORZE POLITICHE E LE ASSOCIAZIONI IMPEGNATE SERIAMENTE A CONDURRE UN’AZIONE EFFICACE CONTRO LE MAFIE.


Roma, 8 settembre 2009

All’attenzione del Presidente dell’Associazione Caponnetto

In seguito alle critiche pubblicate sul vostro sito, che imputano all’Italia dei Valori la scelta di voler percorrere una strada di lotta alla criminalità organizzata senza coinvolgere le altre forze politiche e civili,
sentiamo la necessità di rispondere per chiarire che non ci rispecchiamo con quanto da voi affermato e per illustrare la nostra linea di lotta sul caso Fondi.
L’Italia dei Valori non ha voluto mai escludere alcuno dalle manifestazioni di protesta né dalle iniziative di solidarietà a coloro che si battono contro la mafia nel sud pontino.
Siamo fermamente convinti, infatti, che la battaglia contro le mafie debba essere universale, ossia condotta da tutta la parte della politica, delle istituzioni e della società civile che crede nella legalità, nello stato di diritto e nell’economia trasparente.
Per questo motivo sia i partiti politici, che le associazioni antimafia, che i media sono stati invitati ad ogni nostra iniziativa.
Ed in tanti hanno partecipato. Oltre ai giornalisti, sono intervenuti alcuni movimenti e partiti, ad esempio Sinistra e Libertà, che con Fava è stata presente all’ultimo sit-in davanti a Palazzo Chigi, ed il Pd, che, con le onorevoli Garavaglia e Sesa Amici, ha partecipato alla protesta di luglio.
Tuttavia, la convinzione che l’unico modo di vincere contro la mafia sia la compattezza, ha trovato dei limiti esogeni al tentativo di coinvolgimento dell’Italia dei Valori.
Quando siamo rimasti soli davanti a palazzo Chigi, non è stato per la nostra volontà di esclusione, infatti, ma perché quando abbiamo proposto l’occupazione della sala stampa, al fine di impedire una conferenza stampa del Consiglio dei Ministri che per noi era illegittima de facto, poiché non annunciava un provvedimento doveroso come lo scioglimento del comune di Fondi, gli onorevoli del Pd si sono ritirati dicendo che i metodi utilizzati gli parevano troppo estremisti.
Noi preferiamo definirli coraggiosi.
Quando non abbiamo partecipato alla manifestazione organizzata da Veltroni a Fondi alcuni giorni fa, la ragione era non era che l’iniziativa non partiva da noi, ma piuttosto che avevamo chiesto al Pd di utilizzare quella cornice per annunciare il ritiro, o almeno la minaccia di ciò, dei suoi consiglieri dalla giunta comunale di Fondi, o che in alternativa gli stessi consiglieri iniziassero una occupazione della sala consiliare per impedire che l’amministrazione corrotta continuasse a deliberare in favore della mafia.
E abbiamo anche chiesto che si prendesse una decisione altrettanto coraggiosa sul MOF, quale il ritiro del suo Presidente, indicato dal Pd e reo di non aver saputo impedire l’infiltrazione mafiosa nel mercato ortofrutticolo, per sostituirlo con un magistrato competente in tema di antimafia.
Tuttavia niente di ciò è stato fatto, e dunque tale iniziativa ci è apparsa come limitata ai proclami poiché aveva disdegnato l’utilizzo di strumenti incisivi che pure erano, e sono, a disposizione del Pd, strumenti che noi dell’IdV riteniamo che ormai non possano essere trascurati.
Dunque siamo rimasti soli in alcuni momenti non perché di tale solitudine ci beassimo, ma perché a tale solitudine siamo stati costretti dalla tiepidezza con cui le altre forze politiche hanno condotto la battaglia.
E tuttavia il nostro sforzo è stato premiato, in quanto oltre che minacce e proiettili, abbiamo anche ricevuto la soddisfazione di contribuire decisamente a far diventare Fondi un caso nazionale, presente alla pubblica opinione e nei media come emblema di tante altre situazioni di collusione mafia-politica avvolte dall’ombra.

Siamo tuttavia consapevoli che la società civile può fungere da collante anche fra anime diverse di una stessa lotta, e siamo consapevoli che a Fondi divisi non si può restare.
Con questa lettera, pertanto, vogliamo esprimere il più sincero invito alle altre forze politiche e alle associazioni, a concordare gli sforzi, anche tramite un immediato tavolo di coordinamento, per le future iniziative contro una criminalità, così odiosamente permeata fino ai livelli più alti, che solo con la sommatoria di ogni opposizione si può battere.
Così come invitiamo l’associazione Caponnetto, ed invitiamo tutti i partiti che lottano contro la mafia pontina, a partecipare alla grande manifestazione che stiamo organizzando per il giorno 9 settembre, alle ore 18 a Fondi, alla quale parteciperanno Di Pietro e De Magistris, e che porterà solidarietà e supporto all’operato del Prefetto di Latina che in tale giorno dovrebbe illustrare la seconda relazione richiestagli dall’ineffabile Maroni.
Vi saremmo grati, pertanto, se poteste pubblicare questa lettera, segno della volontà dell’Italia dei Valori di coinvolgimento, di compartecipazione alla lotta, di unione degli sforzi.
Oggi Fondi, domani tutto il sud pontino, e il giorno dopo il Lazio.
La criminalità non deve continuare ad allargarsi, e noi non lasceremo che ciò avvenga. Né che cali il silenzio dopo Fondi.
Assieme a queste parole vi invio, inoltre, la mia solidarietà per il lavoro costante e senza cedimenti che come associazione avete fatto negli anni e continuate a fare incessantemente e coraggiosamente.
Senza il vostro sforzo sono certo che oggi non potremmo sfidare la criminalità a faccia aperta come facciamo.
Io credo che la politica, la buona politica, serva anche per dare voce istituzionale alle battaglie legali e democratiche che l’associazionismo e la società civile combattono ogni giorno.
Pertanto sono certo che una comunione di intenti e strumenti non possa che creare una sinergia virtuosa, forse l’unica in grado di sconfiggere il cancro della mafia.

I miei saluti e la mia stima,
Stefano Pedica
Segretario Regionale Idv Lazio

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