I casi della “Formia Connection” di Formia e delle “Damasco” di Fondi. I silenzi del centrosinistra. Si vogliono veramente combattere in Italia le mafie?

IL “MACIGNO“ GETTATO DA BRUNO FIORE IN PICCIONAIA AVREBBE MERITATO UN DIBATTITO SULLA QUALITA’ DELLE INDAGINI SVOLTE SULLA PRESENZA MAFIOSA A FONDI. INVECE, TUTTI ZITTI, ANCHE A SINISTRA!

La nostra Associazione è rigorosamente apartitica, ma, per quanto attiene ai problemi della legalità e delle mafie, essa non può essere indifferente ai comportamenti dei partiti politici.

Per noi il discorso sulle mafie è tutto politico, perché, se la politica volesse veramente contrastare le mafie, queste sarebbero sconfitte in 24 ore.

Ma, a prescindere dalle enunciazioni e dalla retorica, i partiti politici vogliono seriamente la sconfitta dalle mafie?

Delle mafie, al plurale, in quanto è proprio nella politica che si annidano quelle più pericolose, quelle che fanno da sponda alla mafia militare.

Sono anni che stiamo denunciando il comportamento inqualificabile di tutta la politica pontina di fronte alla scandalosa archiviazione della parte dell’inchiesta “Formia Connection” che riguarda il voto di scambio.

Nelle intercettazioni telefoniche fatte dal Commissariato della Polizia di Stato di Formia si odono chiaramente le richieste di voti fatte ad appartenenti alla famiglia Bardellino da noti esponenti politici ed istituzionali della provincia di Latina.

Ebbene, quella parte di inchiesta è stata archiviata e nessuno, ripetiamo nessuno, ha protestato, si è rivolto alla Procura di Perugia, al CSM, al Ministero della Giustizia.

Nessuno ha fatto un’interrogazione parlamentare.

Nessuno ha affisso un manifesto di protesta o ha organizzato una manifestazione.

Stavamo parlando di Bruno Fiore.

Egli ha sollevato un problema davvero spinoso, quello che riguarda la qualità delle indagini svolte sul “caso Fondi”.

Un “caso” di cui si è parlato a lungo nelle cronache nazionali e perfino internazionali.

“Ci siamo posti –egli ha scritto e noi concordiamo pienamente con lui –il problema della necessità di individuare chi economicamente gestiva tali affari e ne traeva i profitti.

E’ il nodo cruciale di tutta la questione.

Perché ci appare poco convincente la tesi che a trarre i profitti di queste operazioni fossero solo i Tripodo e il Trani attraverso piccoli appalti nei settori dei servizi di pulizie e delle onoranze funebri.

Ben altri personaggi e ben più corposi erano probabilmente coloro che ne traevano i “guadagni” che attraverso certe operazioni riguardanti gli appalti pubblici si possono ipotizzare”.

Il “nodo cruciale” di tutta la questione.

Bene; sia dagli atti che dai dibattiti anche giudiziari, questo “nodo cruciale” non appare nemmeno sfiorato.

Noi abbiamo scritto e continueremo a sostenere che il “caso Fondi” è appena iniziato e chiediamo, pertanto, nuove, più approfondite indagini.

Ma quello che ci sconcerta è il silenzio, anche in questa occasione, generale.

I dirigenti nazionali, regionali e provinciali del PD, dell’IDV, di SEL e di tutta l’opposizione avrebbero dovuto trarre spunto da tale atto di accusa per aprire una grande vertenza nazionale con il governo centrale.

I membri della Commissione Parlamentare Antimafia delle opposizioni avrebbero dovuto richiedere la trasmissione degli atti alle istanze centrali investigative e giudiziarie e la conseguente riapertura delle indagini.

Anche in questo caso, come per la “Formia Connection”, invece, tutti tacciono.

Allora una domanda è d’obbligo: si vogliono combattere veramente le mafie?

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