I Bardellino, da criminali a criminologi: Antonia Bardellino ospite fissa in Rai. Ma senza un’abiura la sua presenza resta imbarazzante

SAN CIPRIANO D’AVERSA (g.g.) – Tutto si può dire della famiglia Bardellino tranne che sia priva di talento e di talenti. Antonio Bardellino è stato un criminale-camorrista di primissimo livello, in grado di raggiungere il vertice delle famiglie campane che si opposero, in una guerra sanguinosissima, alla scalata di Raffaele Cutolo e della sua “nuova camorra organizzata”; Ernesto Bardellino, fratello di Antonio e da questo fondamentalmente eterodiretto, dimostrò, invece, un talento politico, perché se è vero che diventare sindaco a San Cipriano nel periodo in cui il fratello faceva un super boss era quasi un gioco da ragazzi, è anche vero che riuscire a portare l’allora leader di Governo e del partito socialista italiano, Bettino Craxi, a San Cipriano, come fece il “compagno” Bardellino, fu una prodezza rilevante.

Che la famiglia Bardellino sia formata da persone intelligenti, e di un’intelligenza non comune, è dimostrato da un esempio “pulito”, l’esempio è costituito da una persona, precisamente da Tonia Bardellino, all’anagrafe Antonia, quarta figlia di Ernesto, la quale ha capitalizzato in termini di successo professionale, gli studi, evidentemente seri e approfonditi che ha compiuto a Roma, dove si è laureata in psicologia e specializzata, manco a dirlo, in criminologia.

Antonia Bardellino, il cui nome fu acquisito con ogni probabilità per la decisione di suo padre di tenere viva, in qualche modo, la memoria del fratello Antonio, ha vissuto sempre a Formia dove i familiari del super boss ucciso in Brasile furono, in pratica, esiliati da Francesco Schiavone Sandokan, nuovo capo incontrastato del Clan dei Casalesi.

Oggi, la collega Marilena Natale, che, ogni tanto, realizza effettivi ed indiscutibili scoop che pubblica sul suo profilo Facebook, rivela che Antonia Bardellino, è stata più volte ospite negli studi Rai, come esperta di criminologia.

In nessuna circostanza, secondo la Natale, Tonia Bardellino avrebbe fatto menzione della sua scomoda parentela. Men che meno, dunque, ne ha preso le distanze, magari utilizzando la sua preparazione accademica per ridefinire anche alla luce di qualche conoscenza, acquisita in famiglia, il profilo criminale di suo zio.

Non ha torto la Natale quando dice che la Bardellino non va isolata per partito preso, ma, proprio perché si tratta di una professionista capace e apprezzata al punto da meritare inviti dalla televisione pubblica, particolare quest’ultimo tutt’altro che irrilevante, dovrebbe magari dagli schermi del servizio pubblico, sicuramente i più adatti, anche simbolicamente, per un’operazione del genere, rompere senza se e senza ma con la vita e le opere della sua famiglia. Dopo di che, nessuno le potrebbe negare il diritto alla meritocrazia; nessuno le potrebbe negare il diritto a coltivare ambizioni professionali importanti e, perché no, di diventare un’immagine stabile, esemplare, di una persona nata e vissuta per molti anni dentro ad un contesto familiare tra i più criminali ed efferati che ci siano mai stati in Italia.

Questo determinerebbe un elemento di evidente credibilità del personaggio, che si auto sdoganerebbe da quella che comunque rappresenta una tara che pesa. Una Bardellino criminologa, pronta a mettersi a disposizione dello Stato, delle forze di polizia, della magistratura per dare il proprio contributo, tutto ciò che ha imparato negli studi e, perché no, anche nella riflessione dolorosa del suo portato familiare, alle indagini e ad operazioni contro la malavita, sarebbe una cosa molto bella e, il che non guasta, quel cognome diverrebbe, a quel punto, un trampolino di lancio e non una camicia di forza, una memoria oscura dalla quale è difficile liberarsi.

QUI SOTTO IL POST PUBBLICATO DALLA COLLEGA MARILENA NATALE

Nella vita la famiglia non si sceglie , quindi se sei sfortunato e ti capita di nascere in una famiglia di criminali , una persona non può farci niente. Prima di addentrarmi nel discorso, la precisazione era doverosa . Detto questo però, oggi voglio spiegarvi una cosa..

Ernesto Bardellino, fratello del fondatore del clan di Casal di Principe, secondo i magistrati, era espressione politica del fratello camorrista. Infatti ad Ernesto, già sindaco di San Cipriano di Aversa, dopo le varie inchieste che l’hanno colpito, la direzione distrettuale antimafia di napoli, chiese e poi ottenne la confisca dei suoi beni. ERNESTO, padre di 4 figli: Angelo, Callisto, Gustavo e Antonia ,dopo la guerra interna, voluta da Sandokan, vennero esiliati a Formia. La figlia di Bardellino, ha studiato a Roma, dove si è laureata in psicologia e criminologia. La cosa che sorprende, è che la giovane dottoressa viene chiamata da diverse trasmissioni televisive come esperta del crimine. Ora lo so io sono una rompiscatole, ma non posso tollerare che malgrado la.dottoressa, sia estranea ai fatti criminali familiari, venga ospitata nelle trasmissioni della televisione di Stato. Anche se le colpe dei padri, non ricadono sui figli, la famiglia Bardellino ha creato un danno enorme allo Stato italiano e lo Stato non può dare parola ad una persona che abbia questo cognome, fosse anche il Pontefice a chiamarsi cosi. La cosa cambierebbe, se la criminologa pubblicamente prendesse le distanze da.una famiglia che ha gestito il potere criminale, spargendo anche sangue innocente. Ora, il 20 ottobre sarà ospite in una trasmissione dove parteciperanno anche degli onorevoli e un sottosegretario, penso che qualcuno dovrebbe avvisare queste persone chi siederà vicino a loro. Non capisco perché con la dottoressa Bardellino, non sia stato adottato lo stesso metro di valutazione preso per Massimo Ciancimino, figlio di Vito, sindaco di Palermo, accusato come Ernesto Bardellino di essere la faccia politica delle famiglie mafiose palermitane”.

 

15 Ottobre 2018

Fonte:https://casertace.net

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