Guerra fra magistrati sull’amministrazione dei beni sequestrati a Cosa Nostra

L’Espresso, Giovedì 20 Ottobre 2016

Guerra fra magistrati sull’amministrazione dei beni sequestrati a Cosa Nostra
Bloccati con procedura d’urgenza i beni dell’ex giudice palermitano Silvana Saguto. Che era stata sospesa dalle funzioni e dallo stipendio pochi giorni dopo l’inchiesta dell’Espresso. In cui si rivelavano i particolari della gestione “in amicizia”  della sezione misure di prevenzione del capoluogo siciliano

di Gianfrancesco Turano

Il sostituto procuratore di Caltanissetta Cristina Lucchini ha bloccato i beni di Silvana Saguto, il giudice palermitano che presiedeva la sezione misure di prevenzione, e di un gruppo di professionisti a incominciare dall’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, vero e proprio collezionista di incarichi.

Il blocco dei beni a Saguto è stato disposto con procedura d’urgenza. In effetti, un’inchiesta dell’Espresso di un anno fa aveva rivelato i particolari della gestione “in amicizia” vigente alla sezione misure di prevenzione del capoluogo siciliano che mirava a favorire il marito del giudice, l’ingegnere Lorenzo Caramma, con una serie di incarichi da 750 mila euro conferiti da Cappellano Seminara, accusato di concorso in corruzione insieme a Saguto.

Pochi giorni dopo l’inchiesta dell’Espresso Saguto era stata sospesa dalle funzioni e dallo stipendio.
Altri cinque amministratori giudiziari hanno subito il provvedimento di sequestro dei beni da parte del tribunale nisseno. Si tratta di Maria Ingrao, Luca Mivarra, Carmelo Provenzano, Roberto Nicola Santangelo e Walter Virga.


 
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