Grillo accusa Zinzi: «Mi chiese di assumere la cognata di un ras dei Belforte»

Grillo accusa Zinzi: «Mi chiese di assumere la cognata di un ras dei Belforte»

di Mary Liguori

CASERTA – Ha rinominato i suoi storici difensori, ma questa volta non ha scelto di tacere. Continua a tirare in ballo i politici Angelo Grillo, il re degli appalti Asl colpito ieri dalla sesta ordinanza di custodia cautelare in carcere. Questa volta, accusa Domenico Zinzi, ex presidente della Provincia di Caserta. Detenuto al 41 bis nel carcere di massima sicurezza di Sassari, questa mattina Grillo ha risposto alle domande del pm Antimafia Luigi Landolfi nell’ambito del processo per l’omicidio di Angelo Cortese, estorsore dei Piccolo che il pentito Salvatore Belforte sostiene di aver fatto ammazzare su mandato di Grillo.
Si è difeso l’imprenditore di Marcianise, (rappresentato dagli avvocati Renato Jappelli e Giuseppe Foglia) professandosi innocente e affermando di non aver mai chiesto al capoclan di uccidere Cortese.
Il pm Landolfi si è poi soffermato su alcune assunzioni nelle ditte di Grillo, da ieri di nuovo nella bufera dopo che un’inchiesta della stessa procura Antimafia ha portato all’ennesima ordinanza per Grillo e Gasparin e, tra gli altri, per il dirigente dell’ufficio legale dell’Asl, Raffaele Crisci. Il pubblico ministero ha chiesto a Grillo per quale ragione avesse assunto in una delle sue aziende Colomba Della Valle, cognata di Mino Musone, braccio destro del boss Belforte. «Fu Domenico Zinzi, nel 1997, a chiedermi di assumere quella donna», ha dichiarato.

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