Grazie. Bene così, ma bisogna colpire soprattutto i “piani alti”, i fiancheggiatori, i politici corrotti e collusi con le mafie. Ce ne sono tanti

ESULTIAMO NELL’APPRENDERE DELLE IMPORTANTI OPERAZIONI ANTICAMORRA DELLA MAGISTRATURA E DELLE FORZE DELL’ORDINE, MA, SE NON SI RECIDONO I LEGAMI FRA CRIMINALI E POLITICI, RISCHIAMO DI PASSARE PER COLORO CHE VOGLIONO PROSCIUGARE L’OCEANO CON IL BICCHIERE

Non sottovalutiamo l’importanza di quanto stanno facendo magistratura e forze dell’ordine sul piano della lotta alle mafie.

Non finiremo mai di ringraziarle e di manifestare loro la nostra vicinanza e volontà di collaborazione.

Ma, in un Paese di zombi, di corrotti, opportunisti e pusillanimi, qual’è in parte il nostro, se non si prosciuga lo stagno rappresentato da quella porzione di politica che è contigua alla mafia e mafia essa stessa, avremo sempre un esercito corposo di mafiosi.

Le situazioni esistenti in alcuni comuni pontini lo dimostrano.

Malgrado gli arresti, l’edificio è in piedi e il consenso popolare resta vasto, vastissimo.

Ciò, perché, secondo noi, si è colpito “basso”, non raggiungendo i “piani alti”, nei quali si annidano corruzione e complicità. La madre di tutte le battaglie: colpire quell’area, quella che alimenta le mafie, traendone benefici economici ed in termini di voti.

Questa constatazione ci pone un problema gravissimo:

la “mafiosità” di molta gente, la propensione di questa ad essere sempre e comunque dalla parte dei potenti di turno, siano essi mafiosi o meno.

Raccolgono più consensi elettorali, infatti, soggetti chiacchierati e sospettati di essere collusi con le mafie che quelli che le combattono. I primi sono ritenuti i “vincenti”.

E’, quindi, su questo versante che è necessario concentrare le attenzioni.

Abbiamo gioito qualche tempo fa nel prendere atto del comportamento dell’ex Sindaco di Formia di fronte alle richieste di un noto personaggio finito, poi, in galera.

Ma quanti altri amministratori pubblici si comportano nella stessa maniera?

Ci sono, restando ancora in provincia di Latina, almeno 3-4 comuni importanti con situazioni non sufficientemente chiare per quanto attiene a certe presenze di soggetti i cui nomi appaiono in rapporti giudiziari.

E non stiamo parlando solamente di Fondi.

Qualcosa sta emergendo, finalmente, ma quanto ancora c’è da scoprire!

Comunque noi confidiamo moltissimo nell’onestà e nelle capacità sia dei magistrati delle DDA di Roma e Napoli che di quelli della nuova Procura della Repubblica di Latina e confermiamo la nostra piena disponibilità alla collaborazione.

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