Gravissimo attentato mafioso a Latina contro Libera. La nostra solidarietà

Vetri sfondati, tavoli, sedie computer e casse per l’amplificazione distrutte. È stato letteralmente devastato il ‘Villaggio della legalita« di Borgo Sabotino a Latina. Nella struttura di circa quattro ettari confiscata per abusivismo edilizio e poi affidata all’associazione Libera contro le mafie, la scorsa notte si è abbattuta la violenza di quello che ha il sapore di un raid mafioso. »Un atto vile, grave«, secondo il presidente di Libera Don Ciotti che però avverte: »Nessuno può pensare di fermare i percorsi di democrazia e di giustizia sociale«. Questa mattina i responsabili del Villaggio hanno trovato i resti dell’azione vandalica su cui sta già indagando la polizia. Secondo gli inquirenti si tratta di un atto intimidatorio all’associazione. E anche secondo il coordinatore regionale di Libera Antonio Turri il messaggio dell’incursione notturna è chiaro: »Con questo gesto ci hanno detto che noi qui non ci dobbiamo stare. Ci vogliono mettere in condizioni di non lavorare«. Nella notte sono stati distrutti computer, impianti elettrici, amplificazioni e suppellettili. Distrutte Le vetrate a picconate, con danni per migliaia di euro. »È stato colpito un bene confiscato e restituito alla collettività – commenta Don Ciotti -, dove Libera si era resa disponibile, su richiesta del Commissario Prefettizio di Latina, ad accompagnare il percorso di recupero e di valorizzazione del bene con il protagonismo delle realtà associative locali. Nessuno può pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno« Tanti gli esponenti politici che oggi esprimono solidarietà a Don Ciotti. Tra gli altri, il delegato alla Sicurezza di Roma Capitale Giorgio Ciardi e il deputato del Pd Enrico Gasbarra che annuncia un’interrogazione urgente ai ministri dell’Interno Umberto Maroni e della Giustizia Nitto Palma per chiedere »più impegno e risorse per Latina«. Quello della scorsa notte, afferma Gasbarra, »è un gesto preoccupante che mira a intimidire chi combatte le mafie, e nel contempo a lanciare un messaggio chiaro all’intero territorio«. Stamattina il Villaggio della Legalità avrebbe dovuto ospitare un’iniziativa sulla figura di Don Cesare Boschin, prete ucciso per aver denunciato traffici di rifiuti tossici nella discarica di Borgo Montello. Nel corso della giornata era in programma la proiezione di un documentario, »La quinta mafia«.

(Tratto da L’Unico)

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