Gratteri, la crisi sociale e l’abbassamento morale ed etico della popolazione

Gratteri, la crisi sociale e l’abbassamento morale ed etico della popolazione

Piernunzio Zuccarello 18 Dicembre 2020

“Abbiamo perso tutti, quando abbiamo iniziato a trattare gli onesti come dei fessi, e i disonesti come persone da rispettare”. E’ con questa citazione che la scorsa settimana si è aperto il programma “Articolo 21”, condotto da Lino Polimeni e trasmesso su Calabria Tv.
Ospite del giorno è stato il Procuratore della Repubblica di Catanzaro
Nicola Gratteri che di recente, assieme ad Antonio Nicaso, ha scritto il libro “Ossigeno illegale”. Una puntata in cui sono stati toccati vari argomenti concentrandosi soprattutto sulla grave questione sociale e culturale che il Paese sta vivendo da anni.
Secondo Gratteri da almeno 20 anni c’è un forte
 “abbassamento morale ed etico della popolazione, che cresce parallelamente al crescere della globalizzazione delle mafie” e la causa è da ricercare anche in un “sistema in cui si viene valutati più per ciò che si ha, che non per ciò che si è”. Una dura realtà quotidiana in cui conta più l’apparire che l’essere. Uno stile di vita in cui il popolo preferisce prendere d’esempio il furbo, che siede ai grandi tavoli di potere, insieme a professionisti, aristocratici e, come dimostrano le inchieste, anche agli ‘ndranghetisti.
Durante la trasmissione il Procuratore Gratteri si è più volte rivolto ai giovani esortandoli ad un rinnovato impegno e
presa di coscienza”: “Studiate, non per prendere la sufficienza, ma studiate per diventare eccellenze, e se non volete studiare, imparate un mestiere”. La Calabria, come l’Italia intera, ha bisogno di istruzione soprattutto, perché solo tramite essa possiamo abbattere la mafia e la sua radicata mentalità popolare. Il dottor Gratteri ha anche invitato gli imprenditori locali a non rivolgersi agli strozzini in caso di difficoltà economiche nelle proprie attività o aziende, anche perché ad un certo punto è “meglio fallire e ricominciare da zero, che mettersi in mano agli strozzini” illudendosi di poter far riemergere la propria attività, per poi andare in contro a dover dare l’attività stessa ai mafiosi e dover pagare molti più soldi di quelli richiesti ed entrare in un vortice criminale che può anche uccidere.
Tante le domande che sono state rivolte al magistrato da parte dei cittadini calabresi. Ovviamente un tema ha riguardato anche lo stato della Sanità, che purtroppo è davvero critica, dato che molti ospedali sparsi per la regione sono stati edificati ma mai aperti.
Certo è che se lo Stato non sarà in grado di dare importanti risposte, vincere questa battaglia diventa sempre più dura.
Bisogna capire chi ha il potere reale – ha proseguito Gratteri – la maggior parte della popolazione calabrese è seria ed onesta ma la minoranza, che sono i disonesti, sono molto più organizzati e forti. Molti collaboratori di giustizia ammettono che in molte aree calabresi, le mafie hanno il controllo totale rispetto allo Stato, ma proprio per questo è il momento di fare una rivoluzione”.
Un altro allarme è stato lanciato su quell’affiliazione tra imprese edili e banche, che, attraverso vari “stratagemmi illegali”, riescono a beneficiare di grandi quantità di denaro, bypassando i controlli finanziari da parte dello Stato.
 “Purtroppo – ha concluso Gratteri – la DDA per tutto quello che può fare, non abbiamo ancora la bacchetta magica per poter fare diecimila indagini al giorno”.

Fonte:https://www.antimafiaduemila.com/

 


 

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