Gratteri al “Tg2 Storie”: la «pressione dei centri di potere» e il «dialogo con la morte di un uomo fortunato»

Gratteri al “Tg2 Storie”: la «pressione dei centri di potere» e il «dialogo con la morte di un uomo fortunato»

È andata in onda sabato notte l’intervista integrale con Giuseppe Malara. «La Calabria ha bisogno di una nuova classe dirigente»

Pubblicato il: 16/05/2021 – 7:18

CATANZARO Il livore mal celato dei centri di potere, il sistema massomafioso che si incunea nelle istituzioni e fa, poi, capolino in diverse indagini, la necessità di una nuova classe dirigente. È andata in onda sabato notte, su Tg2 Storie, l’intervista integrale da parte di Giuseppe Malara al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Un’intervista a tratti anche molto personale che affronta il tema della famiglia, il ruolo di padre e marito, gli inalienabili valori che il procuratore mette davanti a ogni cosa che fa, il dialogo costruito con morte. 

La pressione dei centri di potere

Il suo lavoro è sotto la lente di ingrandimento, chiede il giornalista.
«C’è molta pressione da parte di centri di potere – dice Gratteri –, certe volte lo esternano, altre volte no. Ma si percepisce. E noi dobbiamo stare attenti, essere concentrati, non fare falli di reazione, avere spalle larghe e nervi d’acciaio».
Perché Gratteri divide sempre l’opinione pubblica?
«Mah, io sono me stesso – risponde il procuratore –, dico sempre quello che penso e quando non posso dire la verità sto zitto. Molte volte dico cose che non sono particolarmente gradite a certi centri di potere, ad esempio la massoneria deviata».

La massoneria deviata

In Calabria c’è un confine tra ‘ndrangheta e massoneria o non c’è più un confine?
«No, non c’è – dice senza esitare Gratteri – perché con la creazione della Santa, che è la prima dote della Società Maggiore della ‘ndrangheta, è possibile che lo stesso soggetto sia ‘ndranghetista e massone». E questa, secondo Gratteri, è la vera forza della ‘ndrangheta «che non ha partecipato in modo corale allo stragismo chiesto più volte da Cosa Nostra. La ‘ndrangheta già da prima dello stragismo, già dagli anni ’70, aveva accordi diretti con uomini delle istituzioni».
Con questo sistema «la ‘ndrangheta oggi è l’unica mafia presente in tutti i continenti». Ha allargato i suoi tentacoli ovunque: dai paesi calabresi, dove sono di base i locali, ha creato cloni uguali in tutto il mondo. 

«I miei valori»

Lei per molti calabresi è un esempio. La rende orgoglioso tutto ciò?
«Io cerco di impegnarmi, anche nel trasmettere sul lavoro i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori, semianalfabeti che però avevano due grandi valori: quello dell’onestà e quello della generosità»

La necessità di una nuova classe dirigente

Cosa manca alla Calabria per spiccare il volo?
Non usa mezzi termini il procuratore Gratteri: «La Calabria ha bisogno di una nuova classe dirigente, fatta da persone che hanno studiato. Capita, ogni tanto, di imbatterci invece, qui in Calabria, nella Pubblica amministrazione calabrese, in gente che è entrata in un ente pubblico come usciere, come autista, e oggi è dirigente».
Di certo il procuratore vedrebbe bene nella pubblica amministrazione lo spoil system «perché risolverebbe i problemi dall’oggi al domani. E prenderei tutti i figli degli emigranti, tutti i laureati e tutti i professionisti che sono brillanti e che tornerebbero di corsa in Calabria».
Ma lei i suoi figli oggi li farebbe tornare?
«Mah, se ci fossero delle possibilità di lavoro certo. Attualmente non hanno possibilità, non hanno opportunità in questo momento».

«La Sanità è denaro e potere»

Il pensiero va alla sanità, così malmessa in Calabria.«La Sanità è denaro e potere – dice Gratteri –. Questo denaro e potere viene gestito in modo clientelare. E certe volte anche mafioso. C’è tanto da fare. C’è veramente da smontare tutto».
Ma lei oggi andrebbe a curarsi in un ospedale come quello di Locri?, chiede Malara.
«Certo, perché no? Io frequento l’ospedale di Locri. Io sono un donatore Avis, io vado a donare il sangue, conosco i drammi e i problemi della sanità di Locri».
Per quanto riguarda le strutture sanitarie convenzionate, che funzionano come orologi svizzeri, secondo Gratteri «funzionano perché è il privato che li fa funzionare. Io conosco delle persone che hanno delle strutture private che possono essere paragonate a una clinica svizzera».

Se pezzi dello Stato restano impigliati nelle indagini

Nessun giudizio intende esprimere il procuratore sulla classe politica calabrese.
«No, non posso». Dopo l’estate ci saranno le elezioni e qualsiasi cosa possa dire il procuratore teme che potrebbe involontariamente orientare il voto «per un lato o per l’altro». «Non è un segreto che tutti mi chiedano di candidarmi – spiega – ma io assolutamente non dico nulla, non posso dire nulla. Faccio il procuratore di Catanzaro, ho la responsabilità di tre quarti della Calabria, di quattro province per quanto riguarda il contrasto alle mafie e purtroppo, ahinoi, nelle indagini ci capitano sempre pubblici amministratori o politici o uomini delle istituzioni, quindi non posso rispondere a questa domanda».

Padre e marito

Chi è oggi Nicola Gratteri padre e marito? Un sorriso, si stringe nelle spalle con un po’ di quella timidezza ed emozione che sempre traspaiono in Nicola Gratteri quando il discorso verte sulla sua vita personale: «Un uomo fisicamente poco presente – risponde –, molto poco presente perché i miei figli non vivono in Calabria». 

«Parlo con la morte. Ma mi sento un uomo fortunato»

«Ma io parlo con la morte. Io so che potrebbe capitare di morire. Ma addomestico la paura e arrivo alla conclusione che se dovessi morire non sarebbe un dramma. Nel senso che io ho avuto tantissimo dalla vita. Sono partito da un paesino di 2000 abitanti, figlio di persone semianalfabete e oggi sono qui che parlo con lei. Sono un uomo fortunato. Ho vissuto in cattività. È dall’89 che sono con la scorta e per fare 10 metri devo discutere con la scorta come fare quei 10 metri. Non possiamo fermarci, prendere un gelato andare a fare un bagno al mare».

Fonte:https://www.corrieredellacalabria.it/2021/05/16/gratteri-si-racconta-al-tg2-storie-la-pressione-dei-centri-di-potere-e-il-dialogo-con-la-morte-di-un-uomo-fortunato/

 

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