Grasso: ‘I soldi della mafia a Roma’. Come fa il Prefetto di Roma a dire che la Capitale… “é la città più tranquilla d’Europa”?

«Roma è un luogo appetitoso per la criminalità organizzata. La capitale è un luogo ideale per gli investimenti, anche illeciti, soprattutto nel settore commerciale, nella grande distribuzione e nell’ acquisto di immobili e locali molto noti. La ‘ndrangheta, ma non solo la ‘ndrangheta, hanno bisogno di riciclare il fiume di denaro che proviene dalle attività illecite in particolare del traffico delle armi e della cocaina». Non è stato colto alla sprovvista il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che da mesi, anzi da alcuni anni, segue da vicino le attività della ‘ndrangheta, non soltanto nella regione d’ origine, cioè la Calabria, ma in tutta Italia ed anche in altri paesi stranieri. Come ha rivelato Repubblica nei giorni scorsi la ‘ndrangheta è sbarcata a Roma, e avrebbe acquistato, sostengono i rapporti della Guardia di Finanza e della squadra mobile, anche i ristoranti la Rampa e il Café de Paris locali simbolo della capitale e della Dolce Vita. «Il problema principale – continua il procuratore nazionale Pietro Grasso- è stabilire l’ origine dei soldi, con quali soldi vengono fatti gli investimenti. E’ un lavoro complicato perché le organizzazioni mafiose e quindi anche la ‘ndrangheta, sono sempre più raffinate. Affidano i loro soldi a società e ad esperti della finanza che spesso riescono ad eludere anche le investigazioni». La ‘ndrangheta, da anni, ha soppiantato Cosa Nostra in molte attività, in particolare il traffico della cocaina e, come avevano fatto prima gli uomini d’ onore siciliani, adesso si sono insediati anche a Roma e nel Lazio. «Non è che Cosa Nostra sia scomparsa da queste città – afferma Grasso- ma è chiaro che per il momento i grandi affari sono nelle mani dei calabresi». Le rivelazioni hanno naturalmente provocato allarme e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha già parlato con il procuratore Grasso per fissare un appuntamento per i prossimi giorni. Intanto Jean Leonard Touadi, parlamentare del Pd ed ex assessore della giunta Veltroni, sostiene che la situazione è gravissima. «Invito la maggioranza e la giunta – afferma Touadi – a una profonda ed attenta valutazione di queste notizie sull’ infiltrazione delle mafie nel cuore della capitale e nel nervo vitale dell’ economia romana». Anche la Confesercenti interviene sull’ allarme ‘ndrangheta a Roma e chiede che venga attuato con il Comune e la Provincia un “Patto per la legalità” contro le infiltrazioni criminali e l’ usura. Secondo i dati di Sos Impresa, ricorda l’ associazione dei commercianti, «il Lazio risulta seconda nella classifica nazionale dell’ usura, con 26.000 commercianti coinvolti per un giro d’ affari di 2,3 miliardi di euro». Ed è immediata la risposta del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. «La Provincia è da sempre in prima linea nella lotta contro tutte le mafie e aderisce con estrema convinzione al patto proposto da Confesercenti. Un ulteriore mezzo per combattere le mafie che potrebbe essere utile non solo come atto simbolico, ma per consolidare un’ alleanza tra le istituzioni, le associazioni, i sindacati e le forze dell’ ordine con lo scopo di aggredire e sradicare una vera e propria piaga sociale e un limite allo sviluppo del paese».

FRANCESCO VIVIANO

(Tratto da Repubblica)

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