Gli affari dei casalesi. Attenti anche ai “compra oro” ed alle “sale giochi”

Il Quotidiano, Lunedì 18 Agosto 2014
Gli stupefacenti che arrivano sul mercato locale frutto di un accordo con la mafia straniera
La coca la portano gli albanesi
Crisi anche nella federazione dei clan, la mappa ridisegnata dalla Dia
Un paio di elementi importanti registrati dalla Direzione nazionale antimafia a partire dal 2013 contribuiscono a ridisegnare la mappa della «consolidata presenza» della malavita organizzata in provincia di Latina. Il primo riguarda il processo di rigenerazione del clan dei casalesi, da sempre presente in grande stile su tutto il territorio pontino; dopo l’arresto dei capi alla plancia di comando si stanno avvicinando i diretti congiunti (figli, cugini) che fino a ieri erano nelle retrovie; il secondo cambiamento è l’ingresso delle organizzazioni albanesi e rumene nella fornitura di cocaina per lo spaccio.
DI GRAZIELLA DI MAMBRO
Con tutti i capi dentro, compreso il feroce Giuseppe Setola cui nessuno diceva mai di no e con Francesco Bidognetti al 41 bis, per il clan dei casalesi era diventato molto difficile comprare direttamente cocaina da spedire sul litorale domitio, in tutto l’agro aversano e nel sud pontino fino a Latina. Così da un anno circa al rifornimento e alla trattativa con i grossisti ci pensa la mafia albanese con trasporti settimanali resi disponibili per i casalesi e da lì per i vecchi’ canali dello smercio. Non è una modifica da niente nella mappa del potere criminale che parte dal casertano e arriva fino qui e, come viene rilevato nell’ultima relazione semestrale della Dia, aggiunge un tassello, quello appunto delle associazioni di tipo mafioso composte da albanesi che fino a non molto tempo fa si occupavano quasi esclusivamente di tratta delle prostitute ma oggi, anche grazie ai soldi fatti con la prostituzione, possono permettersi di essere i grossisti della cocaina per i casalesi che hanno perso una parte dello loro appeal economico a causa dei colpi inferti dalle indagini ai capi. «La crisi economica – si legge nella relazione della Dia – avrebbe peraltro spinto i casalesi a diversificare e rimodulare le attività economiche alla ricerca di illeciti più immediati profitti… tale potrebbe essere la chiave di lettura del progressivo interesse da parte di esponenti del gruppo dei casalesi per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti… contando anche sulle alleanze con gruppi criminali del napoletano e sulla possibilità di disporre di discreti quantitativi di cocaina proveniente dai canali albanesi». Sono decisioni prese dai nuovi vertici della federazione casalese. Secondo le ricostruzioni investigative la «fazione Schiavone, che rimane la più numerosa, pericolosa e ben organizzata» sarebbe da poco tempo nelle mani di un «congiunto» di Francesco Schiavone-Sando-kan. E così per la fazione Zagaria: dopo l’arresto dei fratelli reggenti il clan è stato affidato ad un loro stretto congiunto, affiancato da altri giovani dell’entourage decapitato. Anche l’altra componente storica, quella dei Bidognetti si starebbe ricompattando intorno ad alcune figure tra le quali un congiunto di Francesco detto Cicciotto mezzanotte. Il passaggio di consegne non è indifferente per le risultanze su questo territorio perchè queste tre componenti della federazione dei casalesi hanno in provincia di Latina non solo uno sterminato patrimonio, ma interessi, amicizie, imprese e molti parenti stretti che ci vivono e che sono dunque gli eredi del blasone camorristico di cui si tratta.

Il Quotidiano, Lunedì 18 Agosto 2014
II business emergente a partire dal 2013
Puntare sulle sale slot
I negozi di «Compro Oro» e le sale slot sono la nuova frontiera del business dei casalesi e se ne era avuto il sentore già con l’operazione di un anno fa proprio sui negozi che acquistano oro usato e stanno diventando una forma di credito alternativo illegale. Superati, comunque, negli ultimissimi tempi dalle sale gioco in continua espansione. Secondo la relazione della Dia tutta la regione Lazio sconta una «radicata presenza della organizzazioni criminali campane» e i cambiamenti nelle forme di investimento, nelle alleanze e nelle strategie da queste parti si vedono subito. Tanto che le sale slot pullulano nel sud della provincia, storico feudo dei casalesi come confermano le deposizioni di tutti i collaboratori di giustizia, senza distinzione di rappresentanza ai diversi gruppi. Quindi se in questo momento ciò che resta della federazione casalese sta spostando il suo business dal controllo del cemento, degli appalti e dalle collaborazioni anche politiche sugli affari direttamente, quindi sul gioco d’azzardo, la mutazione economica si vede subito. Le inchieste (numerose) degli ultimi 6-7 anni hanno provato senza quasi alcun dubbio che la presenza dei casalesi riguardava su questo territorio non solo il controllo degli stupefacenti e dell’usura ma anche settori economici di vitale importanza, a cominciare dall’edilizia (specialità del clan Maliardo) passando per gli appalti, la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli (attraverso il Mof), turismo, commercio di auto, ristorazione, alberghi. La novità è appunto rappresentata dalle slot

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