Giusto per dire dopo l’apologia di Dino Piacenti pro Sandro Falco. Russo mandava gli incassi del JAMBO in una valigia a Michele Zagaria

Giusto per dire dopo l’apologia di Dino Piacenti pro Sandro Falco. Russo mandava gli incassi del JAMBO in una valigia a Michele Zagaria. Spunta fuori anche il nome di un noto medico che avrebbe partecipato a un duplice omicidio

Dopo la sortita del presentatore, abbiamo ritenuto opportuno ritornare su alcuni passi dell’ordinanza che non avevamo ancora approfondito e che pubblichiamo in calce al nostro articolo

TRENTOLA DUCENTA – Avvicinandoci alla fase processuale, evoluzione della maxi ordinanza Jambo dello scorso 14 dicembre, tornata prepotentemente di attualità in questi giorni per il clamoroso intervento, fatto dal palco di una festa organizzata nel centro commerciale dal presentatore nonchè dipendente del centro commerciale Dino Piacenti (CLICCA QUI PER LEGGERE IL PRIMO ARTICOLO, CLICCA QUI PER LEGGERE IL SECONDO ARTICOLO), diventa ancor più utile fissare quelli che sono stati i punti essenziali dell’ordinanza di 8 mesi fa, precisamente di 8 mesi fa visto che oggi è il 14 agosto.

Nella parte finale, in cui il gip del tribunale di Napoli, Federica Colucci, esprime le sue decisioni in merito alle richieste di custodia cautelare, avanzate dalla dda, rigetta quella riguardante l’imprenditore di Trentola Nicola Russo.

Ma dentro a queste motivazioni che abbiamo cominciato ad esaminare lo scorso primo agosto (CLICCA QUI PER LEGGERE) vengono evidenziate alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia che forniscono uno spaccato di quella che è stata Trentola ai tempi in cui Michele Zagaria l’ha governata in una sorta di amministrazione reale di tipo criminale.

Tutti amici, “una cricca”: così la definisce Francesco Cantone o’Malapell, quella formata dal sindaco Michele Griffo e dagli imprenditori Alessandro Falco, Maurizio Capoluongo e Nicola Russo. Amici inseparabili, dentro e fuori dal Jambo. Tutti legati strettamente a Zagaria.

Sempre da Francesco Cantone ci arriva una notizia che, non produrrà fatti significativi in questa ordinanza ma che è utile significare ai nostri lettori. Il Nicola Russo che conosce Cantone non è lo stesso Nicola Russo di cui si parla nell’ordinanza, bensì un medico di Trentola. Proprietario di una palazzina in questo comune dell’agro aversano, ma anche di terreni a Capua.

Sempre secondo Francesco Cantone, la medicina non sarebbe stata l’unica passione di questo Nicola Russo, visto che probabilmente durante i suoi studi, arrotondava anche dando una mano al clan nelle sue attività più delicate, a partire dagli omicidi: “è la stessa persona – dichiara Cantone -, che ci diede appoggio in occasione del duplice omicidio De Cicco-Orabona”. Quando si dice, le persone versatili. Cantone lo descrive anche come un 50 enne slanciato, alto e magro. Catone non fa mancare alcun particolare, dice che è amico di Capoluongo e dice pure che abita vicino a lui, precisamente in via De Simone, che vogliamo sperare non sia Dario de Simone perchè se è vero che è un personaggio importante della storia di Trentola, non ci risulta sia ancora molto e quindi bisognerà aspettare qualche anno per intestargli una strada, e a Trentola sarebbero pure capaci di farlo, visto e considerato ciò che è stato detto dal palco alcune sere fa nella folle apologia di Alessandro Falco, il quale, come potrete leggere qui sotto, è ampiamente raccontato ancora una volta dai pentiti, con una chicca svelata.

Massimiliano Caterino racconta che Russo spesso avrebbe fatto da tramite tra Falco e Zagaria, portando in una valigia i soldi in contanti, evidentemente provento dell’incasso del centro commerciale Jambo, inviati dal primo al secondo, che, con buona pace di Dino Piacenti e del direttore commerciale Edmondo Pedone, è stato il vero proprietario della struttura.

G.G.

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLO STRALCIO DELL’ORDINANZA JAMBO

 

CANTONE Francesco

In data 16.11.2010

“…omissis… Del resto era tutto una cricca Griffo Michele, Balivo Gaetano, Sandro Falco, Nicola Russo, Capoluongo Maurizio. Stavano sempre insieme.…omissis…” 

In data 29.11.2010

“…omissis… Io conosco un altro Russo Nicola che fa il medico ed è sposato con la figlia di Numeroso che gestisce un grossa cooperativa ortofrutticola. La sorella di Russo Nicola di cui parlo io, si chiama Virginia e ha sposato una persona di Casal di Principe, Inoltre il Russo Nicola di cui parlo io è la stessa persona che ci diede appoggio in occasione del duplice omicidio De Cicco-Orabona, ed è amico, sin dalla tenera età, di Maurizio Capoluongo. Russo Nicola di cui parlo io è medico ed è più grande di me, avrà circa 50 anni, era snello e alto, abita vicino casa mia, in particolare a via De Simone ed ha proprietà terriera a Capua e un palazzo a Trentola. …omissis…”

CATERINO Massimiliano 

In data 02.05.2014

“…omissis… L’Ufficio pone in visione al collaboratore un album fotografico redatto dalla Squadra Mobile di Caserta e depositato in data odierna, che costituisce parte integrate del presente verbale,  composto da nr. 24 fotografie progressivamente numerate dalla nr.01 alla nr.24 e prive di generalità. …omissis…

A.D.R. La foto nr. 20 corrisponde a Nicola RUSSO e persona di fiducia di Sandro FALCO e di Michele ZAGARIA. L’Ufficio da atto che così è.…omissis…

A.D.R. Il rapporto tra ZAGARIA Michele e FALCO Alessandro è un rapporto che prescinde dal fatto che ZAGARIA – dall’ inizio degli anni 2000, precisamente 2002 – divenne il “responsabile” di Trentola per i casalesi. Ciò avvenne con il pieno consenso dei Malapelle che fino a quel momento erano stati i responsabili dopo l’arresto di De Simone. In realtà si tratta di un rapporto che preesisteva da tempo, rapporto che ha consentito a FALCO Alessandro di ampliare in modo particolarmente consistente il Jumbo stesso, sia con riferimento alla sua estensione materiale, sia con riferimento al giro di affari che è aumentato vorticosamente nel corso degli anni. Fu proprio Michele ZAGARIA che mi presentò nel 1996, poco dopo l’arresto di Dario DE SIMONE, il predetto FALCO Alessandro e con lui i fratelli BALIVO e in particolare Gaetano con cui avevamo rapporti più frequenti e anche Silvestro, nonché Nicola RUSSO. Quanto a Nicola RUSSO non sono in grado di specificare in che ramo imprenditoriale operi. E’ una persona molto legata a Michele ZAGARIA ma anche a FALCO Alessandro, anzi io li vedevo sempre insieme FALCO e RUSSO, per cui mi ero convinto che fossero soci, anche se ovviamente non so con certezza se ciò corrisponde alla realtà.  Ho già specificato in precedenti verbali che RUSSO, per esempio, consentì a Michele ZAGARIA di intestarsi e di mettere una sua fotografia su documenti a lui intestati. Personalmente, intorno al 2004, andai a Napoli con Carmine ZAGARIA, presso una persona che ho già indicato, a consegnare i documenti del RUSSO : erano una carta d’identità e una patente e, forse, anche un passaporto. Questa persona provvedeva a sostituire timbri e foto facendo risultare il documento intestato al RUSSO ma con la foto dello ZAGARIA. Inoltre, sempre questa persona di Napoli …omissis…. faceva anche un secondo documento clonato con la foto e le generalità del RUSSO. Il RUSSO usava questo documento clonato. 

Faccio presente, inoltre, che spesso RUSSO accompagnava anche all’estero Michele ZAGARIA…omissis…. 

A.D.R.  Preciso naturalmente che quando ZAGARIA andava all’estero con Nicola RUSSO non utilizzava i documenti falsificati di quest’ultimo. 

A.D.R. Tornando al rapporto fra Alessandro FALCO e ZAGARIA preciso in che modo Michele ZAGARIA ha consentito, in modo determinante, al FALCO di ampliare il Jumbo. 

In primo luogo ricordo le lunghissime riunioni che si svolgevano a Trentola a casa di Enzo PICONE, o Gaetano BALIVO o del FALCO. Preciso che la casa di Nicola RUSSO – più precisamente il suo cortile interno (ricordo che vi si accedeva per il tramite di un portone antico nel centro di Trentola) – veniva invece utilizzato come punto di appoggio quando Michele ZAGARIA doveva andare o venire da Trentola.  …omissis…

A.D.R. La frequenza dei rapporti fra Michele ZAGARIA e Alessandro FALCO era discontinua, nel senso che vi erano periodi in cui si vedevano tutti i giorni e periodi che si vedevano una volta al mese. Era Nicola RUSSO che spesso faceva da tramite tra i due, anche per portare i soldi in contanti nella valigia da FALCO a ZAGARIA.…omissis…”

RESTINA 

In data 30.03.2015

“…omissis…Io in effetti accompagni Michele ZAGARIA a casa di Gaetano BALIVO. Mi disse Michele ZAGARIA che questo Gaetano BALIVO abitava in un edificio nel quale è ubicato un centro analisi di Trentola presso cui l’Aurora Service faceva fare le analisi del sangue ai dipendenti. Incidentalmente rappresento che quando facemmo le analisi ai 25 dipendenti il Centro Analisi pur fatturando non si fece pagare o quanto meno Sandro FALCO mi disse che se la vedeva lui. Tornando a ciò che stavo dicendo prima, ricordo che feci anche un sopralluogo preliminare e poi accompagnai Michele ZAGARIA presso detta abitazione. ZAGARIA Michele non mi disse la ragione per la quale doveva essere accompagnato da Gaetano BALIVO ma la capii in seguito. Tenga presente che io accompagni ZAGARIA prima del natale del 2006 e poi ritornò a casa da me dopo la befana del 2007. Ricordo che i suoi fratelli stavano ancora a casa mia. Arrivò con una benda sull’occhio sinistro e compresi che si era fatto un piccolo interventino. In seguito fece delle visite di controllo. Rappresento che nella circostanza, quando accompagnai Michele ZAGARIA presso la casa di Gaetano BALIVO lascai il latitante in un cortile interno ma non vidi nessuno….omissis….

A.D.R.  Quando Michele ZAGARIA mi disse che dovevamo andare a casa di Gaetano BALIVO e mi indicò l’edificio in cui c’era in centro di analisi quando feci il sopralluogo non verificai se vi era un citofono su cui c’era il cognome BALIVO ne per la verità chiesi a ZAGARIA se in quell’edificio abitasse realmente BALIVO Gaetano ovvero il centro di analisi fosse del predetto. Fare una domanda del genere avrebbe determinato sicuramente una reazione di Michele ZAGARIA piuttosto adirata. Devo dirle però che in più occasioni mi venne detto che il centro di analisi era di “BALIVO”. Alla luce, della indicazione datami da Michele ZAGARIA potrei anche pensare a livello deduttivo che ci si riferisse a BALIVO Gaetano. Certo è, che sia il FALCO che Michele ZAGARIA dicevano “amma fa le analisi addò BALIVO”. Ovvio che io ben so che molto spesso o per motivi fiscali, o perché il vero proprietario non è medico l’intestazione del centro di analisi è fittizio. Voglio essere ancora più preciso, quando mi posi il problema di mettere in regola il libretto sanitario dei miei dipendenti, ne parlai prima con ZAGARIA e poi con FALCO, quest’ ultimo mi disse prenoto io “addò BALIVO”.

A.D.R. La foto nr.14 corrisponde a un volto a ben noto. Era uno che stava sempre al Jambo e scherzava con tutti. Stava sempre insieme a CAPOLUONGO Maurizio, FALCO Alessandro, BALIVO Gaetano, BALIVO Salvatore. Quando c’era una manifestazione nel Jambo lui era sempre in prima linea. Ne conoscevo il nome ma in questo momento mi sfugge. Non so dirle che attività svolgesse, a me sembrava uno che aveva “la capa fresca”. 

L’ufficio da atto che la foto nr. 14 ritrae RUSSO Nicola nato il 26.08.1956 e che trattasi del titolare almeno formale del centro di analisi di cui il collaboratore ha riferito in precedenza. 

A.D.R. Io non ricollegavo questo RUSSO Nicola al centro di analisi. Ripeto per me il RUSSO era un buontempone molto amico del FALCO, dei BALIVO e di CAPOLUONGO Maurizio…omissis…”

 

Le dichiarazioni dei collaboratori riferiscono di periodi e condotte diverse riferibili al Russo e ad avviso di chi scrive non si riscontrano reciprocamente.

Invero, il solo Dario  DE SIMONE riferisce di un periodo  passato in cui il RUSSO era coinvolto  nelle frodi AIMA. Rispetto a tali truffe  il RUSSO veniva assolto. Tuttavia, un dato che prescinde dal merito di quelle accuse riguarda i suoi rapporti di assoluta familiarità e confidenza con un camorrista del calibro di Dario DE SIMONE.

Quanto ai  rapporti diretti tra il RUSSO e  Michele ZAGARIA, assumono rilevanza centrale le  dichiarazioni di CATERINO Massimiliano.

Nelle stesse sono descritti per conoscenza diretta i rapporti anch’essi diretti fra il  capo e Nicola RUSSO che non solo agevolava la latitanza di ZAGARIA portandolo all’estero e dandogli agio di utilizzare i suoi documenti opportunamente contraffatti con l’apposizione della foto del latitante, ma era addirittura il trait de union fra Michele ZAGARIA in persona e il suo imprenditore prediletto FALCO Alessandro.

Più precisamente, CATERINO riferiva che quando ZAGARIA si recava a Trentola ZAGARIA si appoggiava preliminarmente e provvisoriamente nel cortile interno della casa di RUSSO Nicola.

Ma tali  dichiarazioni restano prive di riscontro.

Invero, non può ritenersi riscontro individualizzante alle condotte illecite riferite dal CATERINO la coincidenza con i luoghi indicati   dal RESTINA.

Invero, costui era l’uomo che spostava sul territorio Michele ZAGARIA, e come si è visto riferiva di avere più volte accompagnato a Trentola Ducenta Michele ZAGARIA che doveva incontrarsi con i suoi “amici” “addò Balivo” .

Si trattava però, di un edificio nel quale vi era un centro di analisi che era lo stesso utizzato da FALCO Alessandro ( con il consenso di ZAGARIA Michele ) per far effettuare le analisi al personale del Jambo, peraltro gratuitamente.

Ebbene, così come annotato dalla Squadra Mobile di Caserta in data 14.07.2015 la casa di RUSSO Nicola si trova nel centro di Trentola ed è ubicata nello stesso stabile o blocco di stabili in cui si trova il centro di analisi del RUSSO ( il civico dell’abitazione via DE SIMONE nr. 163 mentre quello del laboratorio è via DE SIMONE nr. 161 ).

Anche alla luce della nota del          non può pertanto  revocarsi in dubbio che il luogo di cui parla l’inconsapevole RESTINA sia lo stesso indicato dal CATERINO.

Ma tale coincidenza non può costituire un riscontro individualizzante rispetto alle condotte riferite dal CATERINO, e delle quali però il RESTINA (come gli altri cdg) nulla riferisce.

L’ unico punto su cui convergono le dichiarazioni di CANTONE,  CATERINO e RESTINA è che il RUSSO fosse in costante contatto e in continuo rapporto con tutti i soggetti imprenditoriali e politici che a Trentola Ducenta ruotavano intorno a Michele ZAGARIA. Dunque,  GRIFFO Michele,  CAPOLUONGO Maurizio,  FALCO Alessandro e  BALIVO Gaetano.

Del resto gli stretti rapporti di amicizia tra costoro  risultano   dalle  intercettazioni ambientale e telefoniche di cui alla nota del luglio 2015 della Squadra Mobile di Caserta, in atti.

Ma anche da tali intercettazioni  (che dimostrano che il RUSSO era legatissimo ai sodali di Michele ZAGARIA) non emergono condotte illecite del RUSSO

Ne consegue che la richiesta di misura nei suoi confronti va rigettata  per carenza di gravi indizi a suo carico.

PUBBLICATO IL: 14 agosto 2016 ALLE ORE 18:59 

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