Giustizia: la riforma del PD

Inasprimento del 41-bis, riforma del Csm a cominciare dalla sezione disciplinare, il carcere come estrema ratio. Sono questi alcuni dei punti toccati dalla riforma organica della giustizia messa a punto dal Pd e illustrata oggi in una conferenza stampa alla presenta del segretario Walter Veltroni e dei ‘tecnici’ Lanfranco Tenaglia, Donata Lenzi, Felice Casson e Alberto Maritati

La riforma, punto per punto:

CSM – Si vuole riportare a 30 il numero dei componenti e si propone una legge elettorale proporzionale su base nazionale. In più, si riforma la sezione disciplinare prevedendo che venga composta da consiglieri che per 4 anni non svolgeranno altra attività.

OBBLIGATORIETA’ DELL’AZIONE PENALE – Saranno i singoli procuratori della Repubblica a indicare le priorità da perseguire. E questi dovranno poi comunicarle al Csm che dovrà valutarle. I procuratori, nel pianificare il quadro dei reati più importanti, dovranno ascoltare anche le commissioni provinciali dell’Ordine e della sicurezza. L’obiettivo del Pd è quello di avere più trasparenza nella gestione dell’azione penale.

LA PRESCRIZIONE – L’attuale disciplina è inefficiente perché aumenta il numero dei processi pendenti e ne complica l’iter ingolfando la macchina giudiziaria, così il Pd prevede un nuovo sistema: quando comincia il processo scatta un nuovo termine per la prescrizione.

DISTINZIONE DELLE FUNZIONI – Il Pd, in buona sostanza, conferma la legge approvata nella precedente legislatura con la quale si stabilì la distinzione delle funzioni e si inserì un criterio di valutazione del loro operato. Di separazione delle carriere, invece, non se ne vuole sentire parlare.

PM-POLIZIA GIUDIZIARIA – La polizia giudiziaria deve continuare a rimanere alle dipendenze del pubblico ministero.
‘Non è accettabile – si afferma nella relazione del Pd – qualunque altro assetto normativo dei rapporti tra Pm e polizia giudiziaria che faccia venir meno l’obbligo di una tempestiva informazione sulla notizia di reato a beneficio del Pm o allenti il dovere degli agenti di operare all’interno delle direttrici di azione impartite dal Pm.

GIRO DI VITE PER INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI – Meno incarichi extragiudiziari per i magistrati e divieto per quelli amministrativi e contabili di assumere incarichi arbitrari. Per i magistrati del Consiglio di Stato ci sarà una netta separazione tra l’attività consultiva e quella giurisdizionale.

UFFICIO DEL PROCESSO, MANAGER, INFORMATIZZAZIONE – Verrà istituito un manager dell’ufficio giudiziario per far funzionare meglio la struttura anche da un punto di vista organizzativo.
Verrà istituito anche l’ufficio per il processo per assistere i magistrati nello svolgimento di tutte le attività correlate all’esercizio della giurisdizione. Assunzione di 2 mila 800 nuovi cancellieri. Introduzione del processo telematico e informatizzazione del procedimento penale. Semplificazione del regime delle notificazioni.

41-BIS – Si amplierà il numero dei soggetti che potranno avviare la procedura per il 41-bis. Si propone il prolungamento di 4 anni della vigenza dei provvedimenti e la precisazione dei presupposti per la proroga. Un solo colloquio mensile e videoregistrazione di tutti i colloqui. La Dna si occuperà anche delle indagini su associazioni che sfruttano i clandestini.

(Tratto da www.aprileonline.info)

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