Giugliano. Evade tre volte in un mese, preso ras dei Mallardo: la gente delle palazzine popolari in strada in segno di rispetto

Il Mattino, Venerdì 22 Gennaio 2016

Giugliano. Evade tre volte in un mese, preso ras dei Mallardo: la gente delle palazzine popolari in strada in segno di rispetto

di Mariano Fellico

GIUGLIANO. Evade tre volte in un mese da un centro di riabilitazione, in manette presunto affiliato al clan Mallardo: i residenti del quartiere scendono in strada per salutarlo in segno di rispetto. Ad essere arrestato nuovamente è Pino Mele, il 36enne che ieri sera è stato ammanettato dagli agenti del Commissariato di polizia di Giugliano, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino. L’uomo, infatti, domenica scorsa era stato arrestato a casa di una zia all’interno delle palazzine popolari di via Colonne dopo che si era allontanato da un centro di recupero di Lago Patria a cui era stato sottoposto dal tribunale di Treviso. Giusto il tempo della direttissima e il ritorno della struttura che già da martedì era nuovamente sparito. Ma i poliziotti si sono messi sulle sue tracce e ieri sera lo hanno scoperto sempre a casa di una parente e arrestato. In strada, in segno di rispetto del giovane ras, sono scese diverse persone che vivono nell’agglomerato popolare senza però inveire, per fortuna, contro gli agenti. Mercoledì, sempre i poliziotti, nella zona avevano effettuato dei controlli e perquisizioni a diversi pregiudicati.

La preoccupazione e che si possa scatenare una faida di camorra tra gli ‘scissionisti’ del clan Mallardo contro le vecchie leve, il tutto dopo la sparizione di Michele De Biase, detto ‘Paparella’, il 57enne scomparso il 2 ottobre scorso e che, secondo molti, sarebbe stato ucciso nella zona del Vasto. Del boss non si hanno più notizie da mesi e Mele, secondo gli inquirenti, era in compagnia di De Biase quel giorno quando fu ritrovata l’auto dell’uomo al Vasto con tracce di sangue e fori di proiettile ovunque. Mele, secondo le informative, potrebbe essere scampato miracolosamente all’agguato. Ma quello che preoccupa è anche il raid messo a segno ad ottobre, pochi giorni la sparizione di Paparella, con degli spari contro il portone di uno degli stabili delle palazzine dove erano intenti a parlare quattro persone, tra cui Pino Mele e Aniello De Biase, figlio del ras scomparso. Pino Mele, viste le svariate evasioni, quindi, secondo gli inquirenti, potrebbe avere paura di una possibile ritorsione nei suoi confronti.

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