GIUGLIANO Cazzotti e botte per indurlo a ritirarsi dalla gara delle ambulanze.. Denunciò irregolarità, pestato a sangue: «Esci dalla gara delle ambulanze»

Il Mattino, Mercoledì 21 Ottobre

Denunciò irregolarità, pestato a sangue: «Esci dalla gara delle ambulanze»

GIUGLIANO – Il primo avvertimento anonimo era arrivato il 7 luglio, al telefono, mentre era a cena, a casa sua, con la moglie e i due figli adolescenti. «Levati dall’appalto delle ambulanze», l’ultimatum da brivido. E alla fine qualcuno ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Qualche giorno fa è andato dritto in ospedale Erminio Battocchio, 44 anni, uno dei responsabili della Rti, l’associazione d’imprese che si è presentata per la nuova gara d’appalto del servizio 118 nelle Asl Napoli 2 e Napoli 3; una nuova gara decisa dopo che l’attuale gestore del servizio era stato colpito, ad aprile, da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Napoli.

Battocchio è stato pestato di brutto, a suon di pugni e schiaffi, da un paio di delinquenti travisati da caschi integrali e armati di pistola. Picchiatori «esperti», criminali che lo hanno inseguito su una moto e che poi lo hanno bloccato sull’asse mediano, nei pressi dello svincolo di Lago Patria, la sera dell’8 ottobre. Qui Erminio Battocchio viaggiava a bordo della sua auto, da solo. Stava tornando a casa, a Pozzuoli, dopo una riunione di lavoro tenuta nello studio di una commercialista, a Giugliano.

Riunione che aveva avuto per oggetto proprio la partecipazione all’appalto del 118. Subito dopo il pestaggio il 44enne si è recato in stato confusionale nell’ospedale La Schiana di Pozzuoli. Il referto dei medici parla chiaro: sospetto trauma cranico e contusioni multiple agli zigomi, guaribili in una settimana. Ma più chiaro ancora parla la foto che l’ambulanziere ha postato su Facebook qualche giorno dopo l’episodio, denunciato la scorsa settimana alla Squadra Mobile di Napoli.

Nell’immagine lo si vede col viso gonfio come un pallone, lo sguardo ancora scosso. «Ma non ci fermeranno: parteciperemo alla gara», annuncia il responsabile della Rti.

Nella denuncia fatta trascrivere direttamente dai poliziotti, in Questura, Erminio Battocchio attribuisce tutti i guai che sta passando all’appalto del 118. Un appalto triennale da circa 8 milioni di euro (questa la cifra complessiva per entrambe le Asl, Napoli 2 e Napoli 3) che è in procedura di revoca dall’ormai lontano aprile di quest’anno a causa di un’interdittiva antimafia spiccata dalla Prefettura ai danni della onlus che gestisce in convenzione con le due aziende sanitarie le ambulanze del pronto soccorso in tutta la provincia di Napoli. Ma per le forze dell’ordine questa onlus è infiltrata dal clan dei casalesi e dal clan Mallardo. Accuse che la Paf di Giugliano (questo il nome dell’associazione capofila del servizio, acronimo di Pubblica assistenza flegrea) ha sempre respinto al mittente annunciando anche un ricorso al Consiglio di Stato: perché nel frattempo il Tar, il Tribunale amministrativo della Campania, a luglio ha respinto il primo ricorso della Paf, quello appunto per l’annullamento dell’interdittiva.

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