Giovanni Impastato a Viterbo parla di mafia e dell’assassinio del fratello Peppino

Giovanni Impastato parla di se stesso e della lotta alla mafia
San Martino al Cimino – Appuntamento al 9 ottobre alle ore 18 presso il Palazzo Doria Pamphilj

Archiviato il successo ottenuto dall’incontro con il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, il “Salotto delle 6” prosegue ancora sulla strada dei temi di impegno civile e della legalità. Nel corso del secondo appuntamento – in programma venerdì 9 ottobre alle ore 18 presso il Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino -, il giornalista Pasquale Bottone, ideatore e conduttore dell’iniziativa, tornerà a parlare di lotta alla mafia con un ospite di rilievo, Giovanni Impastato, fratello del compianto Peppino Impastato, il giornalista siciliano assassinato nel 1978 da “cosa nostra”. “Una figura cui sono sempre stato molto legato per la sua fierezza nel denunciare il malaffare fino alle estreme conseguenze per se stesso” – sottolinea Bottone. Uno dei simboli della ribellione alla mafia verrà raccontato dal fratello, Giovanni Impastato, che dopo la morte di Peppino ha iniziato un percorso di profondo impegno civile per difendere non solo la memoria del congiunto, ma anche quella di tutti coloro che sono stati uccisi dalla criminalità organizzata, consacrando la sua vita, di fatto, alla lotta contro la mafia. Un grande esempio di coraggio e di ribellione civile che rivivrà attraverso le parole di Giovanni Impastato, autore di “Resistere a Mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato”. In questo libro, scritto con Franco Vassia, Giovanni Impastato alza il sipario sulla verità cosi’ tanto gridata di una delle pagine più buie e controverse della storia italiana, facendola raccontare attraverso le vicende e le circostanze concrete del passato, con le quali si è confrontato in prima persona. Un racconto di dolore, ma anche di speranza. “Il Salotto delle 6”, si conferma cosi’ non solo un appuntamento di grande valenza culturale per la città di Viterbo ma anche un’iniziativa tempestiva e opportuna, alla luce delle polemiche scoppiate negli ultimi giorni, quando il nome di Peppino Impastato si è ritrovato al centro di diverse campagne di sensibilizzazione, in seguito alla decisione presa dal sindaco di un paesino del bergamasco di rimuovere dalla biblioteca comunale l’intitolazione a Peppino Impastato per dedicarla a don Baggi: “Quando è stato stilato il programma della rassegna culturale ‘Il Salotto delle 6’, eravamo consapevoli del valore aggiunto che il progetto avrebbe avuto, ma non pensavamo certo di ritrovarci al centro di un vero caso “Peppino Impastato”. Siamo pertanto ben lieti di poter concorrere con questo incontro a fare la nostra parte, augurandoci che l’appello lanciato da più parti possa trovare il più vasto consenso possibile”, ha dichiarato Marco Faregna, direttore dell’APT di Viterbo, che insieme all’ assessorato alla Cultura della Regione Lazio, alla Provincia di Viterbo e alla Fondazione Carivit hanno dato il loro contributo all’iniziativa. Ribadisce Alessandro Mazzoli, presidente della Provincia di Viterbo e commissario straordinario dell’APT: “Come ente,abbiamo sostenuto la rasegna culturale “Il salotto delle 6” nel cui ambito ospiteremo Giovanni Impastato che presenterà il libro “Mio fratello Giuseppe”. Raccontare per informare, testimoniare per tornare a far indignare la società civile sono operazioni indispensabili per contrastare un cancro, come quello mafioso, da cui nessun territorio può sentirsi immune.” Ancora Mafia sotto i riflettori, dunque: più che un dibattito, una riflessione sullo stato attuale di questo “cancro” che affligge ancora il tessuto sociale italiano, nonchè un’ ennesimo richiamo alla coscienza collettiva. Oltre a Giovanni Impastato, venerdi’ al “Salotto delle 6” interverranno anche Marina Montuori dell’associazione “Casa Memoria” di Cinisi, a Palermo, e il corrispondente dell’Ansa e de “La Stampa”, ora a L’Espresso, Lirio Abbate. Ingresso libero.

(Tratto da Viterbo Oggi)

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