Giornalisti contro legge-bavaglio. Anche Saviano parla in piazza. L’Italia degli onesti in piazza contro la legge bavaglio e la manovra economica

Fini: Su Grasso non farò finta di nulla. Napolitano: valuterò

Piazza mobilitata, politica in fermento sul ddl intercettazioni: nella giornata delle manifestazioni convocate dalla Federazione della Stampa (migliaia di ‘imbavagliati’ in piazza Navona a Roma) il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricorda che il ddl presenta “punti critici”, e mentre la Lega promette una “mediazione”, lo scontro si riaccende nel Pdl. E applauditissimo a Roma lo scrittore Roberto Saviano, che si presenta alla manifestazione della Fnsi contro il ddl sulle intercettazioni accompagnato anche dal direttore di Repubblica Ezio Mauro e per diversi minuti non riesce ad iniziare il suo intervento, a causa degli applausi dei manifestanti. “Ho voluto essere qui – spiega – per avere una parte in tutto questo. Raccontare quello che sta accadendo in questo Paese diventa sempre più difficile e necessario…”. Saviano afferma: “Non è vero che questa legge difende le ‘telefonate tra fidanzati’, come è stato detto da qualcuno… Questa legge ha un unico scopo, impedire di raccontare quello che sta accadendo, se vogliamo difende la ‘privacy del malaffare'”. E non è vero, aggiunge, che raccontando l’illegalità e la criminalità si fa un cattivo servizio al Paese: “Proprio in questo modo si difende il nome dell’Italia all’estero, tutt’altro che diffamare il Paese, tutt’altro che compromettere l’immagine dell’Italia nel mondo…”. Intanto Napolitano da Malta interviene con dichiarazioni dirompenti. Sottolinea che sono rimasti “inascoltati” i suoi consigli sul calendario parlamentare (aveva chiesto il pree lancia un avvertimento alla maggioranza: mi riservo, dice, “la valutazione finale”. Del resto, osserva, i “punti critici” emersi nel dibattito “ovviamente” sono “gli stessi cui si riferiscono le preoccupazioni della Presidenza della Repubblica e ciò non si è mancato di sottolineare nei rapporti con esponenti di maggioranza e di governo”. Ma intanto in serata il presidente del Senato, Renato Schifani, assicura che nella sua aula il ddl sarà approvato “dopo l’estate”, prima “non ci sono i tempi tecnici”. Bossi in mattinata aveva fatto sfoggio di ottimismo: “Si deve trovare una mediazione e la troveremo”. Ma se il ministro leghista dell’Interno Roberto Maroni nega che il ddl metta a rischio le indagini sulla mafia, il presidente della Camera Fini, in un incontro-scontro durissimo con Sandro Bondi, rilancia il tema: “Se il procuratore antimafia Grasso dice che se passa il ddl così come scritto viene archiviato il concetto di criminalità organizzata, vogliamo discuterne? Io su alcune questioni non voglio far finta di non vedere”. Alla Camera, chiuso il nuovo ciclo di audizioni, l’esame del ddl riprenderà martedì 6 in commissione, ma le opposizioni annunciano battaglia. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani, parlando con i cronisti in piazza Navona, ribadisce la richiesta di ritiro del provvedimento, “una legge del genere andrebbe riformulata da capo”. Poi sfida Fini ad andare fino in fondo. Avviata dalle note dell’inno di Mameli, la manifestazione contro la cosiddetta ‘legge-bavaglio’ ha attirato in piazza Navona qualche migliaio di persone (soprattutto legate al tradizionale ‘popolo di sinistra’) e Patrizia D’Addario, la escort salita agli onori delle cronache per le rivelazioni sulle nottate con il premier a palazzo Grazioli, anche contestata con fischi e urla.

(Tratto da Virgilio Notizie)

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