Garantisti sì, ma… non condividiamo la sentenza della Cassazione sui sospetti di usura a Terracina

GARANTISTI SI’, MA… NON CONDIVIDIAMO LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULL’INCHIESTA A TERRACINA SULLE PERSONE INDAGATE PER USURA

Garantisti sì, ma i giudici, quando emettono le sentenze, debbono saper contestualizzare i fatti.

I formalismi non aiutano ad applicare la Giustizia.

Un fatto, un reato o esistono o no.

E se esistono, i responsabili vanno puniti.

Altrimenti si creano due livelli di giustizia, quello dei ricchi che hanno la possibilità di pagare fior di avvocati capaci di attaccarsi a qualsiasi escamotage formale per smontare il castello accusatorio e quello dei poveri cristi, che, non disponendo di quelle possibilità, sono costretti a rivolgersi ad avvocati non altrettanto bravi.

La Giustizia è UNA e deve valere per tutti, ricchi e poveri, potenti e deboli.

Anzi, soprattutto per i deboli, che quasi sempre sono le vittime.

Carabinieri e Polizia di Stato hanno fatto e stanno facendo un lavoro immane per debellare il fenomeno dell’usura a Terracina.

Un fenomeno devastante che vede decine e decine di persone soccombere di fronte ad un pugno di malfattori.

E quel lavoro è tanto più lodevole se si tiene conto delle condizioni in cui è stato e viene effettuato.

Senza la collaborazione degli stessi usurati, che non denunciano, con le difficoltà frapposte dalla prassi che vede una richiesta di autorizzazione alle intercettazioni sottoposta al vaglio prima del PM e poi del GIP e così via.

Quando, poi, superati tutti questi ostacoli, si arriva ai riscontri e, poi, alla condanna e si vede la Cassazione annullarla solo perché… le intercettazioni sono state fatte… in maniera… “impropria”, bé, francamente, ti prende lo scoramento.

Noi siamo garantisti al massimo, ma non vogliamo essere autolesionisti.

Il problema della concessione degli arresti domiciliari all’assassino della ragazza a Terracina, dopo il primo tentato omicidio.

Ad un soggetto del genere non andavano concessi gli arresti domiciliari dopo che aveva tentato una prima volta di uccidere quella ragazza.

Anche se la legge è fatta di forma e sostanza!

Bisogna stare attenti a non demotivare ed a scoraggiare quegli investigatori che, pur fra mille difficoltà a molti ben note, cercano di fare il loro dovere ed un giudice deve avere quel minimo di bagaglio politico (non partitico, sia chiaro) che gli consenta di inquadrare il singolo fatto in un contesto generale.

Altrimenti, qua andiamo a palline tutti.

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