.Gaeta

Gaeta,una città nella quale si sono verificati negli  anni fatti e situazioni  abbastanza rilevanti sul piano della sicurezza pubblica e delle sue prospettive di sviluppo,ma sui quali é sempre mancata  l’attenzione generale.
Eppure il suo nome ricorre in molti verbali,relazioni di organismi centrali specializzati nella lotta al malaffare ed alle mafie.
Notiamo,allibiti,che l’attenzione dei pochi più avveduti e sensibili ai problemi generali – pochi ,pochissimi che possono contarsi sulle dita, e non  tutte,di una sola mano – é più incentrata su fatti di scarsa rilevanza che non su quelli che potrebbero compromettere l’avvenire collettivo.
C’é un’imprenditoria indigena che é stata letteralmente espropriata e distrutta,l’economia  generale é passata in altre mani,alcune presenze sono alquanto sospette,la sensazione di un sistema di impunità si irrobustisce.
Almeno la parte più attenta della cittadinanza,visto anche che nessuno se ne occupa,dovrebbe a questo punto creare ed attivare,a presidio del proprio territorio ed a salvaguardia di un avvenire tranquillo e certo,una sorta di sensori per scandagliare,uno per uno,soggetti,attività  ed avvenimenti di una certa significatività per accendere su di essi i riflettori e non continuare a badare alle minuzie.
Se dovesse continuare così,i cittadini gaetani si troveranno fra non molto ad essere espropriati persino dalle loro abitazioni.
Quando Giorgio Bocca scriveva “Napoli siamo noi”,il dramma di una città e di un popolo vittime di se stessi.
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