Gaeta, Formia, Minturno, Itri, Sperlonga e tutto il Basso Lazio diventati “terra nostra”? O “cosa nostra”?

PROSEGUE SENZA SOSTE L’OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO DEL SUD PONTINO DA PARTE DI SOGGETTI PROVIENENTI DALLA CAMPANIA. MANTENGONO UN PROFILO BASSO PER NON DESTARE ALLARME

Non tutti sono camorristi, per amor di Dio, ma molti potrebbero esserlo.

Ora bussano casa per casa, non passano più tramite le agenzie immobiliari e si presentano con la faccia di persone pulite.

Prestanome?

Teste di legno?

Dietro i quali potrebbero nascondersi gruppi criminali?

Non lo sappiamo, né facciamo processi alle intenzioni.

Ma certo è che il fenomeno è diffusissimo, come se ci fosse l’ordine di acquistare tutto quello che è possibile acquistare.

Capita a Gaeta, Formia e in tutto il basso Lazio.

Comprano di tutto, chiedono di comprare appartamenti, negozi, esercizi per giochi, ex siti industriali. , ecc.

Tutto.

Un flusso di massiccio di denaro provenienti dalla Campania, una delle regioni più povere del Paese, ed in mano alla camorra.

Sono molte le persone che sono state avvicinate, con la richiesta di vendere.

Insistentemente abbiamo chiesto alla Guardia di Finanza di tenere sotto stretto controllo tutto il settore delle compravendite.

Ma è come se avessimo parlato al vento, purtroppo.

Un fenomeno, quello dell’occupazione “campana”, che sta cambiando il volto di una regione.

Dal punto di vista etnico, culturale, sociale, con gravi ricadute sui piani economico ed anche politico ed istituzionale. In molti comuni le residenze concesse a questo fiume di persone non si contano più. E si tratta di tutta gente, che non abita sul posto, ma che viene a votare.

Il Basso Lazio arretra sempre più verso il Mezzogiorno del Paese, verso il sud.

Una vera campagna di meridionalizzazione, con tutto ciò che questo significa.

Finisce l’era di un’economia aggressiva, intraprendente, moderna, aperta ai grandi traffici verso il nord Europa e le rotte di tutto il mondo, per trasformarsi in un’economia tradizionale, vecchia, arretrata. speculativa e parassitaria. Nelle cui pieghe camorra, ’ndrangheta, cosa nostra trovano le condizioni ideali per inserirsi e farla da padrone. Nel silenzio, se non la compiacenza, di tutti. O quasi.

Il settore turistico sta subendo colpi mortali con l’affermazione di flussi poveri.

Un turismo “straccione”, insomma, che non apporta benefici sostanziali.

Spariti i “romani” che sono scappati via, insieme a milanesi e gente del nord dell’Italia e dell’Europa, verso i quali le amministrazioni comunali non mettono in campo alcuna strategia di richiamo, è scoccata l’ora dell’invasione dal sud.

Hanno ragione i Casalesi quando dichiarano che il Lazio e, in particolare, il Sud Lazio, sono diventati “terra nostra” o “cosa nostra” che dir si voglia.

Archivi