Fuori dalle liste elettorali eventuali corrotti, corruttori ed amici dei mafiosi

POLITICA E MAFIE IN PROVINCIA DI LATINA: I PARTITI NON CANDIDINO INDAGATI E SOSPETTI DI COLLUSIONE CON LE MAFIE

Il Procuratore Capo di Napoli ha dichiarato nei giorni scorsi che 3 esponenti politici su 10 in Campania sono collusi con le mafie. Solo in Campania?

Noi non abbiamo, allo stato, elementi probatori per dichiarare la stessa cosa per quanto riguarda la provincia di Latina ed il Lazio.

Ciò, anche se, in occasione delle operazioni della DDA e delle forze di polizia “Formia Connection”, per quanto riguarda Formia, e “Damasco”, per quanto riguarda Fondi, stando alle notizie riportate da taluni organi di stampa, alcuni nomi di politici pontini sono venuti fuori e li conoscono, perciò, tutti. Ci sono, poi, atti amministrativi, di cui si viene a conoscenza di volta in volta, che legittimano il sospetto di condizionamenti mafiosi a carico dei loro autori.

Ma, vivendo ancora in uno stato di diritto, vige il principio della presunzione d’innocenza fino alla condanna definitiva e, pertanto, non possiamo definire apertamente quegli esponenti politici dei “mafiosi”.

Nemmeno, però, possiamo definirli immuni dal sospetto di un loro collegamento con le mafie e bene farebbero i loro partiti, pertanto, a non inserirli nelle liste dei candidati nelle imminenti elezioni europee ed amministrative.

Una decisione del genere servirebbe a ridare un minimo di credibilità alla politica che, come tutti sanno, particolarmente in provincia di Latina, è fortemente screditata.

Le responsabilità di tutto ciò sono generali, anche se non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono quelle soggettive e quelle oggettive, quelle di chi è sospettato di far parte de “ ‘o sistema” criminale, e di chi, pur vedendo, fa finta di niente e non denuncia, contribuendo, in tal modo, a farlo espandere in maniera irreversibile. E’ quanto è accaduto nel Basso Lazio ed in provincia di Latina, dove, chi, come noi, “osa” denunciare il radicamento delle mafie sul territorio e la loro continua espansione viene letteralmente lapidato, nell’indifferenza, se non con il tacito consenso, di tutti.

I continui attacchi contro la nostra Associazione ne sono la dimostrazione più evidente.

Durante la campagna elettorale, ritenuto anche che il governo non decide ancora su uno dei casi più scottanti che si sono verificati nel Lazio – quello di Fondi -, qualcuno, in qualche partito, ha cominciato a parlare dei problemi della legalità, della sicurezza e della lotta contro la criminalità. Meglio tardi che mai!

Ma la domanda che ci poniamo e poniamo è: sarà così anche dopo le elezioni?

Intanto si tengano fuori delle liste eventuali corrotti, corruttori ed amici dei mafiosi.

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