Fuoco mafioso su di noi. Una nottata drammatica

Ore 23 e spiccioli di secondi.

Ci siamo lasciati mezz’ora prima, dopo una riunione del Comitato a Fondi abbastanza sofferta.

Il tempo di mangiare un grappolo d’uva e squilla il cellulare.

E’ Bruno Fiore che ci annuncia per primi quanto è avvenuto sotto casa sua.

Telefoniamo ai Carabinieri di Fondi, ma la caserma è chiusa e non risponde. Telefoniamo al 112 e ci passano la Compagnia di Gaeta. Li avvertiamo e li invitiamo a mandare sul posto le pattuglie.

Bruno, però, era riuscito ad allertare Polizia e Falchi.

Tutto il resto è noto. Una nottata insonne, con il cellulare sul comodino. All’una di notte informiamo le agenzie ed allertiamo i nostri amici.

Vigilanza estrema, da ora in poi. La mafia apre il fuoco.

Comincia il tiro a segno nei nostri confronti.

A Ventotene un nostro amico già è stato aggredito. A Bracciano e Civitavecchia siamo sotto tiro da tempo.

Ora anche qua, ma non è una novità…

Non abbiamo paura noi. Lo avevamo messo nel conto.

La mafia, quando la si attacca, reagisce e fa male. Lo sanno bene quelli che hanno già pagato con la vita il loro impegno. Ed i loro familiari!

Non ci arrendiamo, ma siamo arrabbiati. Arrabbiati per l’indifferenza, l’omertà, la viltà di tante persone. Arrabbiati per il comportamento del Governo e della classe politica che dice una cosa e ne fa un’altra.

I riflettori su questo accaduto fra qualche giorno saranno spenti e tutto ritornerà come prima.

Con noi, soli, nel mirino della mafia, anzi delle mafie. a combattere una battaglia difficile, disperata, in un oceano di disinformazione, di disinteresse, di viltà, di merda.

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