Fuoco ed esplosivi a Terracina

LA SCIA DI FUOCO A TERRACINA CONTINUA. TROVATO ANCHE UN DEPOSITO DI ESPLOSIVI

Non basta la scia interminabile di fuoco.

A Terracina la Polizia ha trovato anche un deposito di esplosivi.

Non c’è pace su questo territorio devastato dalla criminalità.

C’è troppa gente in giro venuta dalla Campania e, in particolare, dal casertano.

Troppi casalesi! e non solo!

Lo ripetiamo per l’ennesima volta: non vogliamo generalizzare e criminalizzare un’intera popolazione campana.

Ci saranno anche persone perbene, ma i dati sono dati.

Ritenevamo che l’azione costante dell’Arma e della locale Polizia di Stato avesse messo fine alla scia di fuoco che nei mesi scorsi ha sparso il panico fra i terracinesi.

Siamo, invece, punto e a capo.

E’ stato incendiato un furgone di un noto ristoratore.

E, quasi contemporaneamente, è stato individuato sulla via Pontina, nascosto in un casolare, un deposito di esplosivi.

Pizzo? Invito ad abbandonare la piazza?

Ci sono soggetti o, meglio, organizzazioni criminali che non demordono e continuano, imperterrite, a seminare terrore.

Padroni del territorio, malgrado l’azione di Carabinieri e Polizia, ai quali, per la verità, non si può rimproverare alcunché. Manca, piuttosto, secondo noi, un’opera incisiva della Guardia di Finanza (e non si continui a dire che noi ce l’abbiamo con la Guardia di Finanza come Corpo perché noi la apprezziamo per quello che fa nel Paese. E’ in provincia di Latina-e a Terracina e Fondi in particolare – solamente che non ci soddisfa).

Il problema, secondo noi, sta tutto nel fatto che non si recidono i fili. All’origine.

Da anni stiamo lamentando la presenza a Terracina e sull’intero territorio di troppe ditte casalesi, casertane, beneventane, calabresi.

Ci sono settori economici- quelli commerciale, della ristorazione, alberghiero, dell’edilizia pubblica e privata in particolare- quasi per intero nelle mani di gente venuta da fuori regione e che ha letteralmente espulso i locali.

Lo stiamo gridando da anni, senza che la classe politica locale avverta l’esigenza di alzare la voce.

Si preferisce parlare in genere di… infiltrazioni mafiose.

Stiamo ancora a questo livello!

Ora la situazione si aggraverà, dopo l’andata via da Latina di un Prefetto, come Bruno Frattasi, sensibilissimo al tema della legalità e del contrasto della criminalità mafiosa.

Speriamo che dopo Frattasi non mandino via anche il Questore D’Angelo perché in tal caso veramente saremmo tutti nei guai.

Ci auguriamo che da parte della classe politica locale ci sia finalmente una presa di coscienza della gravità del fenomeno criminale e, con questa, l’individuazione di una strategia efficace per ridare serenità ad una popolazione terrorizzata.

Siamo ingenui?

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