Franco Talarico, il lametino candidato a Reggio Calabria: il sostegno di imprenditori mafiosi, di Totò Caridi e della ‘ndrangheta di Archi

Franco Talarico, il lametino candidato a Reggio Calabria: il sostegno di imprenditori mafiosi, di Totò Caridi e della ‘ndrangheta di Archi

di Claudio Cordova – Franco Talarico, Lorenzo Cesa, ma anche Totò Caridi e Bruno Porcino. C’è di tutto nel sistema relazionale affaristico, politico e ‘ndranghetista, che avrebbe supportato la candidatura dello stesso Talarico alle elezioni politiche del 2018. Talarico, attualmente assessore regionale al Bilancio, è finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Basso Profilo”, condotta dalla Dda di Catanzaro contro le cosche del Crotonese e i suoi legami, imprenditoriali e politici.

Ruolo centrale anche quello di Antonio Gallo, che, secondo i pm Paolo Sirleo e Veronica Calcagno, sarebbe “promotore, organizzatore, nella sua qualità di imprenditore, fungeva da riferimento operativo delle organizzazioni ‘ndranghetistiche insistenti nell’area geografica di Sellia Marina, Catanzaro, Botricello, Mesoraca, Roccabernarda, Cutro e Cirò marina”. In particolare, forte del legame tra gli altri con Mario Donato Ferrazzo del locale di Mesoraca, Domenico Megna del locale di Papanice, dei maggiorenti delle cosche cirotane, di Antonio Santo Bagnato del locale di Roccabernarda, avvalendosi della sua intraprendenza imprenditoriale e veicolando parte dei proventi alle cosche, gestiva in regime di sostanziale monopolio la fornitura di prodotti antinfortunistici alle imprese che eseguivano appalti privati nei territori del settore jonico catanzarese, si procacciava appalti con enti pubblici anche attraverso il potere intimidatorio derivante dal vincolo associativo, curava la gestione di società fittizie – nelle quali figuravano prestanomi a lui legati – create al precipuo scopo di incamerare illeciti profitti mediante condotte decettive ai danni dell’Erario e degli enti previdenziali (società nelle quali venivano impiegati dipendenti indicati dalle cosche), si sarebbe interfacciato con personaggi politici ai quali prometteva pacchetti di voti in cambio di favori per sé, e per altri sia in territorio della provincia catanzarese che in altre realtà territoriali.

Tra questi, appunto, Franco Talarico. Ma non solo.

Nel febbraio 2018 Antonio Gallo si sarebbe prodigato per assicurare sostegno elettorale del segretario provinciale dell’UDC Francesco Talarico, in vista delle elezioni politiche del marzo del 2018.

L’appoggio era ovviamente funzionale all’ottenimento di un punto di riferimento a Roma, un interlocutore a cui chiedere favori, interventi risolutivi e, più semplicemente, poter contare sulle “entrature” di cui Gallo si era servito fino all’arresto dell’ex senatore Antonio Caridi, attualmente imputato a Reggio Calabria nel procedimento “Gotha”, celebrato contro la componente massonica della ‘ndrangheta.

Antonio Gallo e Antonino Pirrello, altro imprenditore coinvolto nell’inchiesta, si sarebbero rivolti a Talarico in questi termini: “… noi ti diamo… tutta la mano del mondo… due (mani)… soldi non ce ne servono… che ne abbiamo… grazie a Dio lavoriamo… che ne abbiamo… stiamo bene… però ci serve un referente… se abbiamo bisogno di qualcosa… non vogliamo nè imbrogli… sia chiaro… un punto di riferimento… illeciti non ce ne servono… a nessuno… però ci serve a volte… un’entratura… una presentazione…”.

In mezzo, vi sono anche diversi affari in Albania.

Talarico era molto soddisfatto di aver conosciuto Gallo anche per via degli affari di questi in Albania con Ercole D’Alessandro, appartenente alla Guardia di Finanza facente parte della rete illecita, e Tommaso Brutto, collega politico della stessa corrente, nonché consigliere comunale a Catanzaro. E infatti, in una precedente conversazione, intercorsa proprio tra Talarico e Brytto il 28 giugno 2017, i due commentavano la proficuità di investire in Albania dove la “corruzione totale” era dilagante e le c.d. “mazzette” per ottenere appalti erano una consuetudine. Nel prosieguo venivano spesi da Talarico apprezzamenti per Gallo, ritenendolo in grado di introdursi proficuamente in ambienti influenti

Gallo, quindi, avrebbe assicurato il proprio appoggio per sostenere la candidatura di Talarico, candidato nel collegio di Reggio Calabria, facendo leva su un pacchetto di voti richiesti ad alcune famiglie del reggino.

Innanzitutto alla famiglia Porcino, imparentata con l’ex senatore Caridi, detenuto all’epoca dei fatti nell’ambito dell’operazione “Mammasantissima” della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Gallo, per ottenere l’appoggio, si era reso disponibile a recarsi presso le altre “famiglie”, indicate da Bruno Porcino, spendendo il nome di Porcino e Caridi. Gallo si sarebbe recato solo presso due uomini di fiducia del Caridi: Domenico Laganà, suo ex autista e attualmente impiegato presso la clinica “S. Vitaliano” a Catanzaro di Alfredo Citrigno e Giuseppe Iero, suo portavoce e già responsabile di struttura al 100% dell’onorevole Francesco Cannizzaro di Forza Italia, nonché imputato insieme a Caridi nel procedimento “Gotha”.

Un altro soggetto fortemente interessato all’elezione di Talarico era Natale Errigo, consulente Invitalia presentato a Talarico da Antonio Gallo in data 16.01.2018, e parente con esponenti della potente cosca De Stefano del rione Archi di Reggio Calabria.

Nello scambio elettorale, Talarico avrebbe introdotto l’imprenditore Gallo presso il suo segretario nazionale, Lorenzo Cesa, anch’egli indagato nell’indagine della Dda di Catanzaro. Agli atti dei pm, infatti, vi è anche un incontro romano tra tutti i protagonisti.

 

Ma Talarico è candidato a Reggio Calabria. Nell’occasione lo strumento importante per assicurare un pacchetto di voti nel territorio reggino era innanzitutto (e non solo) costituito dal legame tra Gallo e l’ex senatore Antonio Caridi e, consequenzialmente, con lo zio di questi Bruno Porcino. Per cui era importante per Gallo soddisfare i desiderata di Talarico, perché questi attraverso la figura di Lorenzo Cesa, avrebbe potuto avere delle entrature per gli affari albanesi.

 

Il rapporto tra Gallo e Caridi lo si ricava in prima battuta da una serie di evidenze intercettive. Le conversazioni intercorrevano tra Gallo e Antonella Grillo, coniugata con Caridi, detenuto dal 4 agosto del 2016,.

 

Il dato che rafforza questa convinzione è il comparato che lega Caridi a Gallo, in quanto suo testimone di nozze.

 

L’esigenza di ricorrere a Gallo da parte di Talarico era stata “provocata” da Tommaso Brytto, in una conversazione censita a casa di Brutto a Catanzaro, che aveva elogiato le qualità dell’imprenditore (<> E il padre di Tommaso Brutto, Saverio, incalzava: “solo che dobbiamo vedere come cazzo possiamo fare che CESA gli fa chiudere qualche cazzo di cosa… hai capito? … pure che gli prende un appuntamento con LOTITO, capito! Fra!… cioè se non… se hai un aggancio importante…” Talarico poneva la seguente domanda retorica: “facciamo le cose solo per gli altri?” e incassava la comune risata di approvazione da parte di tutti i presenti valevole più di mille parole. Quindi continuava dicendo: “una volta che entri nel giro… anche se all’inizio uno deve fare… poi non te ne esci più!.. si, ho visto, ho visto… è dinamico, è sveglio, veloce… (Gallo ndr) È UN GENEROSO! perfetto! e io… devo… concretizzare e tranquillizzare con calma… ora… (incomprensibile) entra e diventa, diciamo, di fiducia… poi diventa tutto… sono quelle cose che poi diventano… ora ti ripeto… mi dedico solo a queste cose qua…”.

 

Per gli inquirenti la contropartita era quindi chiara, gli accordi erano stabiliti, palesati e ribaditi da Gallo e Pirrello anche a campagna elettorale in pieno svolgimento mentre illustravano le strategie da adottare. Talarico avrebbe dovuto trovare “entrature” al Gallo tramite CESA in cambio di una percentuale sugli affari (5% ndr); tale esigenza rappresentata prima da Saverio e Tommaso Butto veniva ribadita da Gallo e Pirrello che chiedevano in effetti e senza mezzi termini un appoggio nel settore degli appalti, spiegando con esempi in cosa si sostanziasse la loro richiesta: la contropartita del sostegno elettorale che effettivamente avrebbero fornito rivolgendosi a più famiglie, alcune in contesti mafiosi a poteri forti.”lobbies” che hanno dominato per anni la scena politica reggina, calabrese e nazionale. I due Brutto per far capire a Talarico quale fosse il grado di disponibilità di Gallo raccontavano che, nella precedente tornata elettorale (verosimilmente le comunali di Catanzaro del maggio 2017) l’imprenditore aveva pagato, a proprie spese e per l’intera lista, i fac-simile dei candidati per un ammontare di circa 4-5000 euro.

 

E, allora, iniziano gli incontri.

 

Il primo è del 16 gennaio 2018, quando Gallo e Pirrello prima si incontrano a Roma con Francesco Antelmi, soggetto con un incarico presso il Senato della Repubblica (prima con l’ex sen. Caridi quindi con l’on. Verdini). Nel pomeriggio viene invece fissato un appuntamento con Francesco Talarico nei pressi del Pantheon alla presenza di Antonino Pirrello e Natale Errigo, due dei principali protagonisti della campagna elettorale effettuata nel quartiere “Archi” di Reggio Calabria, quartiere nord di Reggio ove storicamente gravita la famiglia dei De Stefano, imparentata con lo stesso Errigo. I due approcciano Franco Talarico e con poche parole ne tastavano la sua disponibilità dopo essersi presentati come i fautori del successo elettorale di Totò Caridi. Se GALLO diceva apertamente : “Franco a noi ci serve… noi abbiamo bisogno di dare una mano a uno e poi di avere un riferimento… inc… non possiamo fare le cose… nella massima trasparenza…”, Errigo incalzava in maniera più chiara: “è un do ut des”. Ed in effetti Gallo che già aveva avuto conferma dell’interessamento fattivo di Talarico nei suoi confronti con l’entratura creatagli presentandogli Lorenzo Cesa, chiedeva, sempre con Errigo, a Talarico un contatto con LAZIO INNOVA “che è una società in house della Regione Lazio che gestisce i finanziamenti per la Regione Lazio… ovviamente… perchè allora nella sostanza vi è una pratica che giace su qualche scrivania… accantonata al suo destino e questo poveraccio di imprenditore giustamente vuole sapere, ora io in questo preciso momento non ho neanche… inc…”. Il contatto era stato stabilito ed Errigo chiudeva la conoscenza con le seguenti parole: “siamo completamente… noi siamo, noi siamo il gruppo… diciamo, che seguiva Antonio (Caridi ndr) dappertutto, andavamo… cioè per dirne una… andammo anche al compleanno di Berlusconi eh…”.

 

Quindi Pirrello aggiungeva: “allora guarda Francesco… io non chiedo nè posti di lavoro nè niente, però un minimo di attenzione quando… non è che uno deve fare…per essere ricevuto… questo… non è che… io ho due fratelli, tutti e due sistemati, lavorano (ride)io parlo chiaro sono molto esplicito…”.

 

Il 22 gennaio 2018, Gallo incontra invece Bruno Porcino a Reggio Calabria, chiedendogli quale fosse l’orientamento politico della sua famiglia; Porino rispondeva dicendo che avrebbe votato scheda bianca e che aveva lasciato tutti liberi di decidere. A quel punto GALLO esternava la sua preferenza facendo il nome di Franco Talarico, soggetto visto di buon grado da Bruno Porcino, incassando implicitamente in questo modo una sorta di autorizzazione a spendersi per il politico lametino Pochi giorni dopo, Gallo parla con Talarico, che gli chiede se: “a Reggio sono forti” e Gallo senza esitare rispondeva positivamente.

 

I giorni passano. Altra data interessante è quella del 31 gennaio 2018, presso il bar “Gran Caffè” di Reggio Calabria. A osservare e ascoltare l’incontro, ci sono anche le forze dell’ordine. Alla riunione, con la presenza di Gallo, Pirrello, Porcino e Talarico, Gallo chiederà a Porcino l’appoggio per lo stesso Talarico, attraverso il pacchetto di voti, riconducibile ai fedelissimi di Antonio Caridi. Ed è fiducioso che sarebbero riusciti nell’impresa “però Bruno è una marea di voti…”. I due esplicitano la contropartita da ottenere in cambio del loro appoggio elettorale. GALLO: “… noi ti diamo… tutta la mano del mondo… due (mani)… soldi non ce ne servono… che ne abbiamo… grazie a Dio lavoriamo… che ne abbiamo… stiamo bene… però ci serve un REFERENTE… se abbiamo bisogno di qualcosa… non vogliamo nè imbrogli… sia chiaro… UN PUNTO DI RIFERIMENTO… illeciti non ce ne servono… a nessuno… però ci serve a volte… UN’ENTRATURA… una presentazione…”. Ad un certo punto Talarico faceva presente che lui, una volta eletto, avrebbe avuto l’immunità e quindi eventuali problemi erano solo paventabili per Gallo e Pirrello (alludendo al reato di scambio di voti). Talarico, messo un po’ alle strette e facendo finta di non capire bene cosa volessero di preciso Gallo e Pirrello, chiedeva cosa fosse una entratura: “cos’è un’entratura?…”. Pirrello, ancora più chiaro, faceva un esempio di “entratura” dicendo: “ora ti parlo sinceramente no?… metti il caso… io… ho un problema con MANITAL… MANITAL è un… inc… è una cosa di centrodestra di Torino… sicuramente io domani dovrei chiederti… Franco… senti… vedi che… chi è il riferimento che abbiamo a Torino?… che vada a parlarci… questa testa di minchia non ci paga le fatture… cioè… alla fine… la cortesia questa è perchè si parla sempre di un lecito… però se c’è una mano di aiuto… allora…tieni conto allora…io da…dov’è la mia forza… la mia forza è che essendo una…una azie chiamata nda storica la mia da venti anni, solo su Reggio abbiamo…”. Proseguendo Gallo raconta i benefici avuti nel fare “politica attiva” alla corte di Antonio Caridi: “… ti spiego… quando io ero al Senato… inc… chiamavo… sono il Senatore… dice… devo prendere un appuntamento… e tutti mi ricevevano… prego… ed andavo io… quindi… solo che chiamavano… venivano ricevu… vieni ricevuto… solo sono andato alle Ferrovie per trasferimenti?… mi… si prendono le… e poi mi chiamavano… prima di andare… questo non possiamo trasferirlo perchè ha un probl… ha dieci provvedimenti disciplinari…”. In sintesi, Gallo intendeva spiegare a Talarico quale fosse il suo interesse finale una volta che il medesimo fosse stato eletto. Tramite il lametino, Gallo voleva continuare ad agire liberamente col “modus operandi” già utilizzato quando si recava autonomamente presso l’ufficio di Antonio Caridi al Senato e fissava appuntamenti importanti accreditandosi o addirittura spacciandosi per il Senatore Caridi stesso (tanto era il livello di confidenza con lo stesso ndr).

 

Quindi Gallo ribadiva che avrebbe fatto il passaggio con Bruno Porcino, evidenziando che nei paesi di riferimento aveva una “marea di voti”. Quindi il Pirrello evidenziava che avrebbe garantito un pacchetto di voti, grazie alle commesse che aveva in molteplici enti pubblici.

 

L’incontro del 31 gennaio si contraddistingue per la eloquenza delle interlocuzioni laddove Gallo Pirrello e Talarico hanno espressamente messo “sul piatto” i loro reciproci interessi.

 

Ma nell’ambito delle interlocuzioni, sarebbe entrata anche la ‘ndrangheta, rappresentata da Natale Errigo, imparentato con i De Stefano di Archi: “Allora io ti dico subito quelle che sono le mie necessità… io non ho nessuno (inteso verosimilmente come candidato di riferimento)… non ho nessuno… ma io dico… questo inc. tu fai questo passaggio, vedi un attimo come… perchè voglio dire a noi una persona qua ci fa comodo Antonio… ci fa comodo in tutto… a te ma anche a me… a tutti fa comodo avere una.. bravo… uno un problema va e parla… perchè… io ho necessità di avere un punto di riferimento… perchè ti dico subito che cosa ho… che cosa che cosa MI DEVE DARE qui dovrebbe dare Franco TALARICO qua… o… UN INCARICO IN UN ORGANISMO DI VIGILANZA… DI UNA SOCIETÀ, CHE È COMPATIBILE… HO TUTTI I REQUISITI… HO TUTTI I REQUISITI… HO TUTTI I REQUISITI… 7-8000… 9000 EURO ALL’ANNO..”; poi a proposito delle sue potenzialità di voto ERRIGO testualmente diceva: ” CHE VOTI HO? TUTTA LA MIA FAMIGLIA ANTONIO… GLI AMICI STRETTI… AD ARCHI (quartiere alla periferia nord di reggio calabria, storica roccaforte delle famiglie ndranghetistiche de stefano e tegano)… capito che ti voglio dire?… io scendo due giorni prima pure… per andare a raccogliere un po’ di voti… la gente mi sta chiamando ‘Natale a chi dobbiamo votare?’… sabato mattina prima di andare a votare andiamo da Franco TALARICO… IO POSSO GARANTIRTI… E TI DICO PURE I NOMI DELLE SEZIONI… AD ARCHI (QUARTIERE PERIFERIA NORD DI REGGIO CAL., STORICA ROCCAFORTE CLAN DE STEFANO)… DOVE IO NON PARLO NE DI 100 NE DI 500 NE INC… LA MIA FAMIGLIA, CI MUOVIAMO SEMPRE IN TRENTA QUARANTA… ONESTAMENTE… POI POSSIAMO STARE QUI A DIRCI TUTTO QUELLO CHE VOGLIAMO… IO QUANDO MI VIENE NELLA TESTA, MI GIRA NELLA TESTA CHIAMO A QUESTO E MI PRESENTO MI HA DATO IL NUMERO FRANCO TALARICO… QUANDO MI GIRA, QUANDO MI PARE A ME… NEL FRATTEMPO PRENDO L’IMPEGNO PERSONALE DI APPOGGIARE TUTTO QUELLO CHE GIRA SU FRANCO TALARICO… COME NON CI FA QUELLO CHE CI DEVE FARE… IO VENGO DA TE… IO VENGO DA TE…”.

 

Gallo esponeva le sue ragioni ad Errigo : “io gli ho detto… (a franco talarico) vedi che io mi sto esponendo a Reggio… non vedere che vinci e ti dimentichi… CHE PRENDONO E AMMAZZANO ME… chiaro… c’era pure tonino (pirrello ndr) al discorso… inc. non voglio che poi… datemi una mano che io sarò riconoscente’ perchè i voti voi ce li avete non ce li ho io mi ha detto… non è che vado la e me ne scappo mi ha detto… che faccio altri 5 anni? (ndr alludendo ad una rielezione)… perchè io ho avuto 3 anni bui nella mia vita’ mi ha detto… inc. rimasti così’ mi ha detto… io… a me posti di lavoro non me ne servono… però…”.

 

In campo, però, c’è anche la famiglia Porcino, imparentata con Caridi. In un incontro con Bruno Porcino, i presenti, inizialmente, si soffermavano nell’esaltare la figura di Antonio Caridi, ritenuto ingiustamente ristretto in carcere, poiché persona perbene e sempre disponibile con tutti. Porcino reputava le accuse a suo carico infondate, reputando le frequentazioni contestate all’ex parlamentare come frutto di ingenuità del proprio congiunto (“… magari il caffè al bar … si… l’ha preso ma non è che significa che il caffè al bar… inc… hai aiutato magari qualche persona a trovare un posticino di lavoro… inc… ma di che stiamo parlando…”). Quindi Porino riconosceva a Gallo la sua vicinanza con Caridi. (“se Antonio… non mi quasi obbligava o mi sento per dire, obbligato io…: di Antonio… heem… perchè mi è stato, mi è stato ed è stato vicino ad Antonio [Senatore Caridi, ndr]… in questi diciotto mesi… heeee… come nessuno… come nessun parente, nessun amico… della politica sono rimasto deluso, proprio che non si è fatto sentire nessuno, dico nessuno… degli amici, Antonio è stato in prima linea, dal primo momento e di questo… sono, sono obbligato… nei suoi confronti… la mia famiglia ti vota tutti noi ti votiamo, andare in giro non, non ci possiamo, non lo possiamo fare per la situazione in cui ci troviamo, Antonio è in carcere heee…la gente veramente dice, siete pazzi….non penso che..”). Dalle parole del Porcino traspare la riconoscenza per la vicinanza di Gallo al nipote, in quel momento detenuto.

 

Quindi, sfruttando l’abbrivo della gratitudine che Porcino aveva riposto in Gallo, questo ultimo caldeggiava l’appoggio elettorale del primo, chiedendogli l’autorizzazione per andare a parlare con Domenico Laganà e Giuseppe Iero e Porcino concordava “sì, puoi andare, tranquillamente se mi domandano…”. Poi Gallo, Porcino e Talarico Francesco mappavano il territorio della provincia di Reggio Calabria dove poter fare affidamento per ottenere voti “io arrivo fino a Sant’Eufemia di Aspromonte… Brancaleone, Palizzi… Bova, Bovalino, Melito”. L’attività doveva rimanere segreta, come tutto l’operato di Gallo che si dimostrava altamente operativo: “devi veicolarmi (Porcino ndr) con me, allora tu… amici, scendo io da qua a sette giorni e li vado a trovare io… mi prendo una giornata senza, vado con i facsimili… zitto e muto senza che ti esponi tu… tu mi devi solo mandare… ma già quello che fai è tanto e ti ringrazio, perchè tu mi mandi là, però io ho già parlato con Domenico (Laganà), mi ha detto “si deve autorizzare a me zio Bruno”, ho parlato con Peppe (Iero) la stessa cosa… VOGLIONO TUTTI LA TUA, LA TUA AUTORIZZAZIONE, a Domenico ROMEO non ho rapporti, quindi…”. Bruno Porcino rispondeva lapidario: “no…”.

 

Nello stesso giorno Gallo contatterà Domenico Laganà, uno dei soggetti indicati da interpellare, durante la discussione con Bruno Porcino, riferendogli dei contenuti della stessa e del via libera all’appoggio della candidatura di Francesco Talarico attraverso “i nostri fidati” e riportava le parole di Porcino circa il fatto che lui parlava “a nome della famiglia”.

 

Le interlocuzioni vanno avanti per tutto il mese di febbraio. Fino al voto del 4 marzo. Gallo si intratterrà nel comitato elettorale di Talarico nella notte del 4/5 marzo attendendo i risultati. È interessante un passaggio nel quale Gallo rivendicava i voti ottenuti da Talarico nella circoscrizione di Archi. Purtuttavia per una manciata di voti Talarico non riuscirà a prevalere sulla candidata del M5S Federica Dieni che verrà proclamata deputato. Quelli erano gli anni d’oro del Movimento 5 Stelle, che otterrà un significativo risultato nel centro sud. Nonostante ciò, Talarico, esponente estraneo al territorio reggino, riuscirà a ottenere un consistente pacchetto di voti, non aggiundicandosi la competizione finale per poco, segno questo che l’apporto assicurato da Gallo aveva sortito comunque un effetto importante.

Giovedì, 21 Gennaio 2021 12:40

fonte:https://ildispaccio.it/primo-piano-2/263642-franco-talarico-il-lametino-candidato-a-reggio-calabria-il-sostegno-di-imprenditori-mafiosi-di-toto-caridi-e-della-ndrangheta-di-archi

 

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