Forse al Dr.Sabella,che é una figura limpida di magistrato al quale va dato atto di aver condotto a Roma,pur nel breve periodo che gli hanno consentito di fare l’assessore nella Giunta Marino,un’opera bonificatrice veramente incisiva e lodevole,é sfuggito ,però,un dato importante quando sollecita la società civile e l’intellighenzia romane a dare il loro contribuito: che queste non sono più le stesse né dell’antica Roma né quelle dei secoli successivi fino ai tempi nostri.Il tessuto etnico e culturale romano non è assolutamente quello di una volta.Roma,come d’altronde tutto il resto dell’Italia,é cambiata e non é più quella di prima ,Roma é la capitale d’Italia ed il centro del potere.La storia ci insegna che intorno al “Potere”,sia esso petrucciano,doroteo,andreottiano ,berlusconiano,rosso o nero o turchino,nascono e si consolidano tutte le cricche,le bande,le mafie d’Italia e del mondo .Sono pochi,ormai, i romani di origine .Tutti gli altri sono “romani” perché per una ragione o per l’altra vi sono andati ad abitare. E fra questi ci sono sicuramente persone perbene ma,come d‘altronde hanno potuto accertare lo stesso Dr.Sabella,oltre che il Dr.Pignatone e tutti gli altri loro colleghi, anche persone che non lo sono affatto………………………

 

Roma, la grande sfida della legalità

In “Capitale infetta” il magistrato ed ex assessore alla legalità di Roma, Alfonso Sabella, con Giampiero Calapà ricostruisce gli ultimi anni di corruzione, collusione e violenze che hanno devastato la città. E suggerisce: “Per risanarci fondamentale il ruolo della società civile”

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