Formia. Lettera al Prefetto di Latina

Dr. Antonio D’Acunto

Prefetto di

LATINA

Signor Prefetto,

la parte dell’ordinanza cautelare emessa nell’ambito dell’inchiesta “Golfo” e che recita testualmente, a proposito del clan dei Casalesi che eserciterebbero “ un massiccio controllo del territorio con la sottoposizione ad estorsione di tutte le principali attività economiche, un controllo sistematico del sistema degli appalti pubblici e dei subappalti ed il tentativo, spesso riuscito, di controllare le attività politiche ed istituzionali, infiltrandosi anche nelle forze dell’ordine e nelle amministrazioni pubbliche” ha provocato una profonda, vasta inquietudine nell’opinione pubblica di tutta la provincia di Latina.

La situazione era ben nota a questa Associazione che più volte ha denunciato in varie sedi fatti e comportamenti che fanno supporre l’esistenza di solidi rapporti dei soggetti in questione con elementi dei mondi della politica e delle istituzioni.

D’altro canto coloro che vogliano rendersi conto della gravità della situazione possono trovare elementi di estremi interesse e preoccupazione nella lettura di taluni passaggi delle intese telefoniche di cui si parla nelle intercettazioni effettuate dalla Polizia di Stato di Formia nell’ambito dell’inchiesta “Formia Connection” e intercorse fra un noto esponente politico e delle istituzioni ed individuo oggi ristretto in carcere.

O, ancora, nella lettura delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano Il Sole24ore da un consigliere del Comune di Formia attualmente in carica appena qualche anno fa.

Una situazione, insomma, ben nota a tutti -e da anni -che non si è voluto o saputo affrontare con la determinazione necessaria e con interventi radicali, determinando così un suo quasi irreversibile aggravamento al punto tale da indurre i magistrati partenopei a scrivere che il tentativo dei soggetti in questione di controllare le attività politiche ed istituzionali, infiltrandosi anche nelle forze dell’ordine, ” è spesso riuscito”.

Noi riteniamo che se non si interviene subito e con quella determinazione che è mancata finora, lo stato delle cose a Formia, a Gaeta, a Itri, a Sperlonga ed in tutto il sud pontino non potrà che aggravarsi ulteriormente.

Ciò anche perché in questa porzione di territorio della provincia di Latina non sono presenti ed operanti solamente gli individui oggi menzionati nell’inchiesta denominata “Golfo”, ma, al contrario, tutta una ragnatela di clan, ’ndrine e famiglie riconducibili alla criminalità organizzata nazionale ed internazionale.

Alla luce di ciò, le chiediamo ufficialmente di nominare una Commissione di accesso agli atti del Comune di Formia che si proponga di verificare l’eventuale livello di controllo delle attività politiche ed istituzionali di cui parlano i magistrati napoletani.

IL SEGRETARIO REGIONALE

Dr. Elvio Di Cesare

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