Formia – filo rosso dei Belforte [Il lido BUEN RETIRO]

Il Quotidiano di Latina, Mercoledì 21 Maggio 2014

La scalata tramite l’acquisito di terreni, il rapporto stilato dal Noe
Il filo rosso dei Belforte
Stabilmente presenti a Formia, con interessi nei rifiuti in Ciociaria

Prima che facessero capolino in indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere nessuno aveva dato molto peso alla presenza di esponenti del clan Belforte sistemati a Formia, al mare. Ma da quando si è cominciato a scandagliare anche in Commissione rifiuti su cosa e quanto ha fatto nel Basso Lazio il pericolo gruppo camorristico di Marcianise un filo rosso corre tra le residenze della costa e il business dei rifiuti in Ciociaria, tra Roccasecac e Cassino. In fondo i due territori sono «divisi» da meno di 40 chilometri. Il clan Belforte, dominante appunto a Marcianise, viene considerato l’apripista dello smaltimento illegale dei rifiuti in un filone che coinvolge la Ciociaria da diversi anni. In specie secondo l’ul – timo rapporto del Noe la scalata in quel settore, particolarmente caro alla camorra, era iniziata attraverso l’imp i a n t o B i o C o m nonché con la compravendita di terreni che si trovano attorno all’at – tuale discarica di Roccasecca. Un sistema collaudato che si è già visto nella discarica di Borgo Montello a Latina dove i terreni erano stati acquistati, venduti e riacquistati da una costola dei casalesi riferibili direttamente a Francesco Schiavone. Cioé: dove c’è immondizia c’è anche mafia. Mentre la residenza per affari e tranquillità viene spostata un po’ più in là, sulla costa, a Formia appunto dove anche in questo momento si concentra l’attenzio – ne degli investigatori per la presenza sempre più frequente di membri del clan su questo tratto di litorale.

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