Fondi:altro duro colpo.Brava DIA !!!!

Mof di nuovo sotto inchiesta per camorra, 20 arresti in tutta Italia

Mof di nuovo sotto inchiesta per camorra, 20 arresti in tutta Italia

  • FONDI – Il Mof , a cinque anni dagli arresti per camorra di alcuni importanti trasportatori e intermediari, è tornato al centro dell’attenzione della Direzione investigativa antimafia di Roma. Il Centro Operativo D.I.A. della Capitale, coadiuvato dalle Articolazioni D.I.A. di Napoli, Salerno, Palermo, Caltanissetta, Catania e Bologna sta infatti eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale DDA, nei confronti di 20 soggetti, ritenuti responsabili dei reati di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, estorsione ed altro.

L’operazione, che prende spunto dalle precedenti “Sud Pontino” e “Store” già condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia, ha scoperto la gestione monopolistica, operata dai clan dei Casalesi e Mallardo con quelli appartenenti a “Cosa nostra” catanese, negli approvvigionamenti di prodotti ortofrutticoli e nell’imposizione dei connessi servizi di trasporto da e per i maggiori mercati del centro e del sud Italia.

In particolare, nel 2010 l’operazione “Sud Pontino” aveva smantellato l’organizzazione che controllava i trasporti del Mof. Ora questa nuova inchiesta allarga l’orizzonte anche al mercato ortofrutticolo della città di Giugliano che – secondo le indagini – si era affiancato al Mof di Fondi nel business dei clan. In una continuità territoriale che parte dalle province di Napoli e Caserta e attraversa il fiume Garigliano, includendo la provincia di Latina. A un passo dalla Capitale.

La Dda sta seguendo diverse perquisizioni e un decreto di sequestro preventivo riguardante compendi aziendali di 10 società di trasporto per un valore di circa 100 milioni di euro.

Sono 20 i provvedimenti cautelari tra Lazio, Campania e Sicilia e sequestri patrimoniali per 100 milioni di euro, in un’operazione che ha impiegato questa notte oltre 200 uomini del centro operativo della Dia di Roma, in esecuzione di un’ordinanza della Dda di Napoli che ha colpito gli affari dei centri di distribuzione di Fondi, provincia di Latina, e di Giugliano, provincia di Napoli.

Tra gli arrestati, quasi tutti di Napoli e provincia, figurano anche i pontini Giovanni Brusca, 44 anni, nato a Terracina e residente a Fondi; Giuseppe D’Alterio, 58 anni, nato a Minturno e residente a Fondi; Domenico Dell’Aquila, 50 anni, nato a Giugliano e residente a Formia; Stefano Marciano, 60 anni, nato e residente a Fondi.

In particolare, come si legge nell’ordinanza, al fine di consentire a Giuseppe e Salvatore D’Alterio, a Giuseppe Pellegritti e a Michele Natale di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali e la normativa penale sul riciclaggio, è stata intestata fittiziamente a Giovanni Brusca e Stefano Marciano la società “Ortofrutticola B. & C.”, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività delle associazioni di tipo mafioso di riferimento per ciascuno di loro (clan dei Casalesi, dei Nuvoletta e dei mondragonesi), nonché di Cosa nostra catanese. I fatti sono riferiti a Fondi dal settembre 2009 fino al 2011.

Domenico Dell’Aquila, invece, deteneva illegalmente e portava in luoghi pubblici, in occasione di un incontro di affari con imprenditori legati a diversi clan campani, una pistola non identificata di marca e calibro non accertati, con l’aggravante di aver commesso il fatto con modalità mafiose e al fine di agevolare il clan Mallardo, al quale lui stesso apparteneva e al quale si erano rivolti alcuni degli imprenditori presenti all’incontri e coinvolti nella relativa trattativa. Fatti accaduti in provincia di Latina il 30 luglio 2009. Dell’Aquila inoltre era il referente del clan Mallardo per il basso Lazio, incaricato di risolvere le controversie tra commercianti appartenenti o comunque vicini al sodalizio camorristico.

L’indagine – denominata “Gea” – contesta i reati di associazione mafiosa ed estorsione nel settore del trasporto, da anni considerato il cuore degli affari criminali che girano attorno ai centri di smistamento della frutta e della verdura. Flotte di camion che i clan di camorra continuano ad imporre ai commercianti, mantenendo il controllo sugli affari sicuri del commercio dei prodotti agricoli.

Un’infiltrazione, spiegano fonti investigative, che si regge grazie al fitto “controllo sociale” che i clan sono in grado di esercitare da Fondi fino a Gela, la città del principale mercato ortofrutticolo della Sicilia. Passando per la città campana di Giugliano, punto di partenza di buona parte della produzione di Napoli e Caserta, in una rete in grado di raggiungere i supermercati italiani ed europei.

Archivi