Fondi si prepara alla manifestazione nazionale per la legalità

«Contro le mafie, per la legalità e la democrazia». È lo slogan della manifestazione nazionale organizzata dal Comitato permanente di lotta alle
mafie che si terrà a Fondi, comune pontino a rischio commissariamento, domani – venerdì – a partire dalle 17.

L’evento ha raccolto l’adesione di tutte le forze politiche di centrosinistra insieme a quella delle associazioni locali da tempo impegnate nella lotta per la legalità, come l’associazione Murales, l’Arci, Legambiente, Cantiere sociale e Caponnetto. Previsti gli interventi dei leader nazionali dei partiti di centrosinistra: Dario Franceschini (Pd), Antonio Di Pietro (Idv), Claudio Fava (Sinistra e libertà) e Paolo Ferrero (Rifondazione comunista). Il Comitato annuncia inoltre la partecipazione di consiglieri regionali, parlamentari e personaggi che si sono distinti per la lotta alle mafie, tra cui Luigi De Magistris e Stefano Pedica (Idv), Rita Borsellino, Ignazio Cutrò, Tano Grasso.

Il luogo scelto per la manifestazione, come concordato con la Questura di Latina, sarà Piazza IV novembre, adiacente a Piazza Unità d’Italia per la quale il Comune di Fondi ha negato l’autorizzazione. Dal Comitato di lotta alle mafie di Fondi annunciano che la manifestazione si terrà nonostante dal Comune di Fondi non sia ancora arrivata l’autorizzazione ufficiale neppure per Piazza IV novembre.

Negata dal Comune anche Piazza IV Novembre. Il Comitato permanente di lotta alle mafie denuncia il diniego della piazza con il seguente comunicato: “Ci è stato notificato – scrive Bruno Fiore – alle ore 16,32 del 24 settembre, dal messo del Comune di Fondi, il diniego anche di Piazza IV Novembre per la manifestazione nazionale di lotta alle mafie che si svolgerà regolarmente domani, con inizio alle ore 17,00 in Piazza IV Novembre. Il Sig. Parisella, senza alcun ritegno, continua a chiederci, attraverso la Dott.ssa Labbadia Celestina, f.f. di Dirigente delle Attività Produttive, di spostare in altro luogo, la manifestazione a cui parteciperanno migliaia di cittadini, a meno di 24 ore dall’inizio della stessa. L’arroganza e la mancanza di rispetto del diritto fondamentale, sancito dalla Carta costituzionale, di manifestare liberamente e pacificamente le opinioni, sono il costume di questo signore che, speriamo vivamente, ancora per pochi giorni, potrà definirsi sindaco della Città di Fondi. Ricordiamo a tutti che il primo preavviso di diniego di Piazza Unità d’Italia era stato motivato dalla Dott.ssa Labbadia “per motivi di ordine pubblico”, senza alcun riferimento al concomitante svolgimento del convegno pediatrico che si svolgerà nella sala del castello Caetani; successivamente il diniego ufficiale è stato motivato facendo riferimento al famigerato regolamento comunale che vieta l’uso delle Piazze del centro città alle forze politiche. Il Comitato permanente di lotta alle mafie, in collaborazione con la Questura di Latina, ha individuato Piazza IV Novembre come migliore localizzazione della manifestazione, ed è lì che la terremo in modo civile e pacifico. Nessun divieto pretestuoso e liberticida fermerà il popolo dell’antimafie che domani sarà in piazza. I cittadini di Fondi e della provincia , insieme alle tantissime associazioni che da tutta Italia hanno dato la loro adesione all’iniziativa, daranno la migliore risposta all’arroganza di chi non ha rispetto principalmente per il ruolo che ricopre. L’appello che rivolgiamo a tutti è di partecipare alla manifestazione con ancora maggiore convinzione, perché la lotta contro le mafie, per la legalità e la democrazia a Fondi e nel sud pontino , inizia il 25 settembre e continuerà fin quando l’ultima cosca ‘ndranghetista, camorrista o di Cosa nostra, non sarà debellata dal nostro territorio. Lo sappiano il Sig. Parisella e i suoi residui consiglieri di maggioranza”.

Deputati PD contro il sindaco. Sette deputati del Pd protestano perché «il timore che il sindaco di Fondi volesse impedire la manifestazione contro le mafie si è oggi trasformato in realtà. Un messo comunale ha oggi notificato al Comitato permanente per la lotta alle mafie il diniego all’uso della piazza fissata, su indicazione della Questura, per la manifestazione». «Forse il sindaco si è confuso e crede di essere un podestà dell’epoca fascista», affermano i parlamentari Roberto Morassut, Laura Garavini, Pina Picierno, Sesa Amici, Luigi De Sena, Achille Serra e Achille Passoni. A loro avviso, il rifiuto della piazza «è un atto che, in un paese democratico, non ha alcuna giustificazione né logica né giuridica, e, per questo, di inaudita gravità». I sette parlamentari lanciano quindi un «appello a tutti i cittadini del sud pontino» a «partecipare comunque alla manifestazione», che si terrà «domani alle 17 in piazza IV novembre».

Nieri. «Nonostante gli annunci del Ministro Maroni, il consiglio dei Ministri da circa un anno continua a ritardare il pronunciamento sullo scioglimento del Comune di Fondi, ignorando così le indicazioni e le tesi del prefetto di Latina Bruno Frattasi. Si tratta di un ritardo grave e colpevole che non tiene conto delle richieste e delle preoccupazioni di una specifica comunità». È quanto dichiara in una nota l’assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri.  «Domani parteciperò alla manifestazione di Fondi contro le mafie, nella convinzione che le istituzioni debbano essere sempre dalla parte della legalità e dei cittadini – aggiunge – Quella di domani sarà anche l’occasione per incalzare il Governo su una scelta che non è più procrastinabile. La lotta alle mafie deve essere una priorità nell’azione di Governo, non può essere trattata come una faccenda marginale».

Pedica. «Prima il Comune ci ha negato l’autorizzazione per l’occupazione di Piazza dell’Unità, ora corre voce che vogliano addirittura metterci i sigilli
all’ingresso». Lo denuncia Stefano Pedica, Segretario Regionale IdV Lazio e uno degli organizzatori della manifestazione nazionale contro le mafie di domani a Fondi. «Il Comune -continua Pedica- negandoci Piazza dell’Unità vuole creare la Piazza della Divisione: fra i cittadini ed i politici onesti che manifesteranno per lo scioglimento, e quelli collusi che con i sigilli pensano di oscurare la verità. Ma è chiaro che hanno già perso se devono usare tali bassi espedienti per bloccare la nostra pretesa di legalità». Annuncia Pedica: «La manifestazione di domani lancerà la Settimana della verità,
che si chiuderà con il prossimo Consiglio dei Ministri, il quale, secondo la promessa di Maroni, deciderà definitivamente sullo scioglimento. A conclusione della settimana o Fondi è sciolto o Maroni deve dimettersi, pena di passare come l’unico Ministro degli Interni incapace di far attuare una sua richiesta di commissariamento».

Ferrero. Rifondazione comunista continua a chiedere «non solo lo scioglimento del comune di Fondi dove manifesteremo domani pomeriggio assieme a tutte le altre forze di opposizione, ma anche quello di Paternò, in provincia di Catania, dove, come forza politica di opposizione, chiediamo da circa 10 mesi che il governo si decida a sciogliere il consiglio comunale e commissariarlo per infiltrazioni mafiose». Lo sostiene il segretario del Prc, Paolo Ferrero. «Il vero problema, a Paternò come a Fondi, sta nell’amletica indecisione e incapacità a gestire problemi così gravi e delicati da parte di un ministro dell’Interno come Roberto Maroni, che da un lato finge di chiedere lo scioglimento di questi comuni e dall’altro accetta supinamente, da parte del consiglio dei ministri, che la legge dello Stato non venga fatta rispettare. Evidentemente – conclude Ferrero – questa è l’idea che il governo Berlusconi ha della lotta alla mafie, a tutte le mafie, e a ogni tipo di malaffare: fingere di farla per poi non fare nulla o, peggio ancora, avallare infiltrazioni mafiose e malavitose».

(Tratto da Latina24Ore)

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