FONDI ‘Ndrangheta, Assessore sarebbe stato eletto dietro «pressione» del clan Tripodo

Avrebbero imposto i prezzi del mercato ortofrutticolo, deciso quali società potevano operare ed il loro nome era sufficiente per sgombrare il campo da qualsiasi opposizione da parte di commercianti e imprenditori.

Non solo, con il loro aiuto, Riccardo Izzi sarebbe stato il primo degli eletti al comune di Fondi, dove fino al febbraio 2008 è stato assessore ai lavori pubblici. Sono alcune delle contestazioni ai fratelli Venanzio e Carmelo Giovanni Tripodo. A descrivere la tipologia dell’attività svolta dal sodalizio sono stati il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, il capo del centro operativo Dia Paolo La Forgia ed il comandante provinciale dei carabinieri di Latina Roberto Boccaccio. Agli indagati il gip Cecilia Demma contesta, a seconda delle posizioni, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere, corruzione, falso e abuso d’ufficio.

A Fondi, secondo quanto accertato, sarebbero finiti, in seguito alla guerra tra cosche di Reggio Calabria, i proventi dell’attività di spaccio e di usura realizzati dal clan Tripodo. Il danaro sarebbe stato reinvestito in società che operavano nei settori del mercato ortofrutticolo, delle pulizie, delle onoranze funebri e dei traslochi. Con la compiacenza di funzionari comunali, dei vigili urbani e dello stesso Izzi, le società riconducibili ai Tripodo avrebbero ottenuto importanti commesse dietro il versamento di tangenti.

(Tratto da Golfo News)

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