Fondi, la criminalità dilaga a causa dell’inerzia del Governo che non decide dopo 8 mesi quello che deve fare

Fondi, in attesa dello scioglimento del Comune, la criminalità dilaga

Ancora fiamme a Fondi. Sono due gli incendi appiccati la scorsa notte nel comune pontino; l’uno ha danneggiato l’escavatore di un’impresa locale di trasporto terra, l’altro ha distrutto l’automobile di un’imprenditrice. Appena quattro giorni fa la notizia del rogo divampato nella ditta di imaballaggi Fidaleo aveva riportato all’attenzione delle cronache nazionali l’estrema tensione che regna nel territorio fondano, teatro da cinque mesi a questa parte, di reiterati episodi criminali. Sparatorie, intimidazioni e appunto incendi dolosi hanno avuto una cadenza quasi bisettimanale, in un’escalation di violenza che sta facendo tremare le attività delle imprese locali.

Il racket imperversa, le denunce degli imprenditori sono ancora rare, si preferisce stare in silenzio o negare, come dimostra il caso Fidaleo, là dove il titolare dell’azienda ha imputato l’incendio a un’ipotetica vendetta per questioni legate al lavoro, alle minacce ricevute dopo l’allontanamento di un dipendente tempo addietro.

Ma la “questione fondana” – perché è di questo che ormai si può parlare – affonda le sue radici più indietro nel tempo, come emerge dal processo “Anni 90” in corso a Latina. Nei faldoni del procedimento giudiziario si individuano fondendosi l’uno l’altro criminalità organizzata, collusioni negli ambienti politici e lotte per il controllo di quello che rappresenta un nodo strategico per gli affari della camorra, il grande mercato ortofrutticolo (MOF). Intanto il Viminale temporeggia sullo scioglimento del consiglio comunale, sebbene le infiltrazioni mafiose siano comprovate.

Il rogo della Fidaleo e quelli della notte scorsa sono solo gli ultimi di una lunga catena di episodi di intimidazione che è però indice del fatto che a Fondi sta succedendo qualcosa. È questa l’opinione del coordinatore di Libera nel Lazio,  Antonio Turri profondo conoscitore della realtà del sud pontino, che delinea un quadro molto preciso delle dinamiche in corso negli ambienti criminali fondani. “È chiaro che a Fondi si sono rotti degli equilibri – dice il coordinatore di Libera Lazio –  e che è in atto una guerra per il controllo del territorio. I clan approfittano del clima di incertezza che circonda le istituzioni per contendersi l’egemonia; camorra, ‘ndrangheta, ma anche organizzazioni locali, in attesa dello scioglimento del Comune, si stanno giovando di questo equilibrio saltato.”

Parole pesanti, che rendono evidente come ormai a Fondi la situzione sia fuori controllo. Nel frattempo a Roma non sembrano preoccuparsi dell’emergenza fondana, benché la necessità di un intervento sia indiscutibile. Presto. Prima che Fondi diventi una nuova Secondigliano.
Valeria Meta

(Tratto da Articolo21)

Archivi