Fondi. Hanno vinto la Giustizia e lo Stato di diritto.

Fondi.

Ha vinto la Giustizia, quella con la G maiuscola.

Lo Stato, finalmente, c’è ed ha dimostrato di voler svolgere appieno il suo ruolo.

Si è tentato di tutto per volerlo piegare, per farlo apparire fragile, arrendevole di fronte ad una campagna destabilizzatrice, talvolta diffamatoria, ai danni dei suoi rappresentanti, la cui opera è stata definita addirittura una “patacca”, rappresentanti –Prefetti, Ufficiali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, funzionari di Polizia – vilipesi, ridicolizzati, offesi, chiamati, invertendo le parti,… “ pezzi deviati dello Stato”.

Le condanne emesse hanno reso giustizia a tutti coloro, magistrati, forze dell’ordine, associazioni come la nostra, che da anni si stanno battendo per ricreare sul territorio di Fondi e nell’intera provincia di Latina e nel Lazio un clima di vivibilità.

Il nostro pensiero commosso, appena appresa la notizia della sentenza di condanna, è andato all’ex Prefetto di Latina Bruno Frattasi, un servitore dello Stato, alla pari dell’ex suo collega di Roma Mosca, unico, insostituibile, costretto a pagare duramente la sua onestà, la sua fedeltà al giuramento di fedeltà ad uno Stato che talvolta appare patrigno.

Forse, se non ci fosse stato quel Prefetto, oggi Fondi sarebbe sprofondata per sempre nelle grinfie di criminali e mafiosi.

Quel Prefetto è stato rimosso, cacciato, come il suo collega di Roma Mosca, come un diffamatore, da un Governo che la storia farebbe bene a ricordare come il peggior governo che il Paese abbia avuto dal dopoguerra ad oggi.

Con questa sentenza non sono stati di certo risolti tutti i problemi a Fondi e sul territorio circostante.

Anzi.

Ha ragione l’on. Granata nel sostenere che la Commissione Parlamentare Antimafia deve aprire un’indagine a 360 gradi per capire se tutto quanto è avvenuto e, forse, continua ad avvenire a Fondi e nella provincia di Latina sia il frutto di una regia unica, occulta, che trama nell’ombra e decide.

Ma l’elemento che ci conforta e sprona gli organi dello Stato non infedeli e tutti i cittadini onesti ad impegnarsi sempre più a fondo per ricreare le condizioni di un vivere civile, è la constatazione che esiste nel Paese ancora una Giustizia che non fa sconti ai mafiosi, ai disonesti, ai prepotenti.

Noi siamo dei garantisti e riconosciamo, pertanto, alle persone condannate il diritto a far valere eventualmente le proprie ragioni nelle altre sedi di giudizio.

Non ci interessano, quindi, le condanne in quanto tali, che possono anche essere modificate, in peggio od in meglio.

Ci interessano, invece, il loro significato e, soprattutto, il messaggio che viene percepito dai cittadini onesti, talvolta delusi, spaventati, disorientati, perplessi per le titubanze, per la debolezza di uno Stato che in passato ha rischiato di apparire schierato dalla parte sbagliata.

Oggi, con le sentenze di condanna dei giudici di Latina nel processo “Damasco 2”, il vento sembra aver cambiato direzione.

E questa è una grande vittoria dello Stato di diritto e di tutti i cittadini onesti.

Non è finita la battaglia tesa a ricreare quegli spazi di vivibilità civile e democratica che nel tempo ci sono stati sottratti, anzi essa è appena cominciata.

Ma da oggi in poi siamo tutti più certi, grazie allo spirito di abnegazione di magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine capaci ed onesti, dell’esistenza di uno Stato determinato a far rispettare le leggi.

E questo non è poco.

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