Fondi, fideiussione falsa per l’appalto dei rifiuti: ditta “stoppata” dall’antimafia, riabilitata dal Tar

 Fondi, fideiussione falsa per l’appalto dei rifiuti: ditta “stoppata” dall’antimafia, riabilitata dal Tar

di Mirko Macaro, Mercoledì 28 ottobre 2015


Un appalto da decine di milioni d’euro, una fideiussione ritenuta farlocca, un’indagine ad ampio raggio dell’Antimafia, una “bussata” in Comune e la conseguente estromissione dalla gara in questione della ditta che aveva presentato la documentazione fasulla. Che però, secondo i giudici amministrativi, aveva ugualmente tutto il diritto di partecipare
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Decisione del Tar del Lazio, e che ha appena portato a un nuovo incidente di percorso nella lunga gestazione per l’affidamento dell’appalto per i rifiuti della Piana, comprendente la gestione del servizio di raccolta, trasporto e conferimento, della differenziata porta a porta, del servizio di spazzamento stradale e di altri servizi accessori. Complessivamente sessanta milioni di euro più Iva, per nove anni.

Tra le ditte presentatesi ai nastri di partenza per il maxi-appalto, la barese “Camassambiente spa”, esclusa dalla procedura di affidamento il 15 settembre con un provvedimento del Comune di Fondi. Il 7 dello stesso mese, in Municipio era infatti giunta una nota della Procura presso il Tribunale di Brescia – Direzione Distrettuale Antimafia, con cui si chiedeva di acquisire l’originale della polizza fideiussoria presentata dalla società per garantirsi la partecipazione al maxi-appalto: per gli inquirenti la cauzione era falsa. Motivo che ha prima portato la “Camassambiente” dritta all’estromissione, poi alle carte bollate. Chiedendo al Tar l’annullamento del provvedimento dell’amministrazione comunale fondana, oltre che dei verbali della commissione giudicatrice, del bando di gara, del disciplinare e del capitolato speciale di appalto nella parte con cui sanzionano “l’omessa o irregolare presentazione della cauzione provvisoria a mezzo di polizza fideiussoria”.

Un tentativo di rientrare in gioco riuscito, come anticipato in apertura: il ricorso della spa è stato accolto, portando, con la sentenza depositata in segreteria lunedì dalla sezione distaccata di Latina, all’annullamento degli atti impugnati e condannando il Comune al pagamento di 2mila euro. La “Camassambiente” aveva sostenuto di essere del tutto estranea alla vicenda e di non avere nessuna colpa rispetto eventuali addebiti. Sottolineando in particolare di aver presentato, il 16 settembre presso la Procura di Bari, una denuncia/querela “comprovante l’avvenuta corresponsione di 6mila 500 euro” e in cui si metteva in evidenza che la fidejussione nel mirino dell’Antimafia, rilasciata da una compagnia assicurativa inglese, fosse stata intermediata dal proprio broker assicurativo. Vittime in buona fede, insomma. Tesi avallata dai giudici del Tar, secondo i quali il Comune, anziché passare all’estromissione della ditta, avrebbe dovuto limitarsi a chiedere la regolarizzazione della polizza.

A quando, ora, l’affidamento dell’appalto milionario? La “riabilitazione” della ditta esclusa allungherà ancora i tempi, ma non di molto, assicurano dal Municipio: a giorni, la busta della società pugliese verrà aperta nel corso di una seduta pubblica della commissione giudicatrice; a stretto giro, si darà luogo a una seduta riservata dedicata a conteggi e valutazioni tecniche; entro il 15 novembre, è in agenda la seduta pubblica finale per la valutazione della migliore offerta.

fonte:www.h24notizie.com

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