Fondi: dopo quello di Massimo Anastasio Di Fazio, sequestrato il patrimonio di Vincenzo Garruzzo. Grazie al Questore di Latina D’Angelo. Ma ora Maroni decida

DOPO QUELLO DI MASSIMO ANASTASIO DI FAZIO PER 8 MILIONI DI EURO, ALTRO PATRIMONIO PER 20 MILIONI DI EURO SEQUESTRATO DALLA QUESTURA DI LATINA A VINCENZO GARRUZZO A FONDI

A Fondi, comune in provincia di Latina del quale si attende da un momento all’altro lo scioglimento da parte del Consiglio dei Ministri del consiglio comunale, le novità non finiscono mai.

Questa volta la Questura di Latina ha imboccato la strada giusta.

Va detto per onestà intellettuale e di tutto ciò va dato atto al Questore D’Angelo che, insieme al Colonnello dei Carabinieri Rotondi purtroppo trasferito a Roma, ha impresso una svolta nelle strategia di contrasto della criminalità organizzata in provincia di Latina. Le mafie vanno colpite sul piano economico, oltreché su quello delle complicità con la politica. Se non si fa ciò, si colpisce solamente la manovalanza e si fa solo un’operazione di facciata. E’ come continuare a dire che le mafie sono rappresentate solamente dai Riina, dai Provenzano, dagli Schiavone, dal braccio armato insomma e non da quello che sta più in alto, dai colletti bianchi, da coloro che sono annidati in settori della politica e delle istituzioni.

Ancora Fondi, dicevamo. Un capitolo che ancora non si chiude per le solite lungaggini burocratiche e per le presumibili interferenze e valutazioni politiche ai livelli centrali.

Non comprendiamo, infatti, le ragioni per le quali il Ministro dell’Interno Maroni, a distanza di 4 mesi dalla data in cui il Prefetto di Latina Bruno Frattasi ha richiesto lo scioglimento del Consiglio Comunale, ancora non si decide ad adottare il provvedimento tanto atteso da tutti i cittadini perbene.

Eppure ci sono tutti gli elementi per giustificare una decisione del genere:

Una decisione che rappresenterebbe, fra l’altro, un deterrente anche per quanto è avvenuto e continua ad avvenire su tutto il territorio pontino e dell’intero Basso Lazio, compresa la provincia di Frosinone.

Sono anni che noi stiamo denunciando la gravità della situazione determinata dall’accaparramento da parte della criminalità organizzata di un’importante fetta della nostra economia.

Grazie anche – lo ripetiamo ancora una volta -alla complicità di non pochi esponenti politici ed all’inerzia di talune istituzioni che sono rimaste a guardare.

Quando sarà chiuso il “caso Fondi “ con una radicale opera di bonifica di tutto il marcio che c’è, bisogna cominciare ad analizzare tutto il capitolo degli “improvvisi arricchimenti” di tanti personaggi che, a Fondi come a Latina e negli altri comuni, sono assurti a ruoli significativi nella vita economica, sociale ed anche politica.

Se non verranno fugati molti sospetti e non si avvierà una seria azione di vera e propria “ecologia della politica”, saremo sempre punto e a capo.

Nessuno si tiri indietro, a cominciare dalle associazioni, dalla scuola, dalla Chiesa, per finire a tutti i cittadini onesti.

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