Fondi democratica contro le mafie

FONDI, DOPO LA DECISIONE SCIAGURATA DEL GOVERNO, ASSURTA A SIMBOLO DELLA LOTTA NAZIONALE CONTRO LE MAFIE

Ed ora le forze politiche democratiche ed antimafiose diano un segnale di unità e di senso di responsabilità di fronte ad una situazione drammatica che ha portato lo Stato ad alzare bandiera bianca di fronte alle mafie sul territorio pontino.

Sono anni che lo stiamo denunciando, inascoltati, purtroppo, anche da chi oggi sconta sulla propria pelle, a dir poco, anni di disattenzione, se non talvolta di complicità oggettive.

La Regione Lazio, ad esempio, deve pur cominciare ad interrogarsi sulle conseguenze di un suo mancato intervento per quanto attiene alla gestione del MOF.

Come, pure, le segreterie provinciali e regionali dei partiti democratici – fatta, per amor di verità, eccezione per PRC, PDCI, Verdi e Sinistra e Libertà- debbono cominciare ad interrogarsi se hanno fatto bene o meno a non darci ascolto quando, anche con toni ossessivi, chiedevamo, attirandoci anche qualche denuncia, che si accendessero i riflettori su una situazione inquietante e, soprattutto, sull’inadeguatezza della risposta all’invasione mafiosa da parte della Procura della Repubblica di Latina e delle forze dell’ordine locali.

Se la situazione a Fondi è arrivata al punto in cui è arrivata; se a Fondi si è arrivati a rischiare la vita solo per denunciare quanto accertato dalla DDA e dalla Commissione di accesso; se a Fondi i giornalisti che vengono a fare il loro lavoro rischiano il linciaggio fisico, così com’è accaduto a quelli di Annozero e Ballarò; se noi stessi abbiamo rischiato di essere rovesciati dal palco in piazza dal quale stavamo parlando se non ci fosse stato l’intervento delle forze dell’ordine; vuol dire che a monte ci sono responsabilità politiche ed istituzionali.

Ma ora non è tempo di accuse e di recriminazioni.

Resta- è vero- in piedi tutto il discorso della necessità di una sorta di “bonifica” morale, culturale, politica ed istituzionale. Una “ bonifica “alla quale dovrà seguire un ‘ opera di ricostruzione lunga e difficile.

Fondi, dal punto di vista politico, è forse, oggi, il centro più importante della provincia di Latina in quanto essa esprime la classe dirigente che la domina.

Inoltre, non va trascurato il fatto che sono emersi, su altri piani, collegamenti con altri comuni vicini, con soggetti che agiscono sia su Fondi che su Terracina, San Felice Circeo, Sperlonga ed anche Sabaudia.

Insomma, Fondi non è, per più motivi, un comune come gli altri.

Bisogna partire da questa constatazione per impostare tutta una strategia politica ed elettorale “altra “ ed “alta”.

Il Comitato permanente di lotta contro le mafie, che raggruppa partiti politici ed associazioni-fra le quali la nostra-, è stato costituito per questo.

Non è più tempo per le bandierine dei singoli partiti.

Oggi bisogna andare, tutti insieme, con un’unica lista, senza simboli di partiti, con gente soprattutto nuova, con un capolista il cui nome simboleggia, a livello nazionale, la lotta contro illegalità e le mafie, con un programma minimo impostato soprattutto sui temi della lotta alle illegalità ed alle mafie.

Una rivoluzione culturale e politica, insomma, che si proponga il fine di ripristinare spazi di vivibilità civile e democratica su un territorio devastato dalle mafie.

Lo Stato contro l’antistato. La legalità contro l’illegalità. I cittadini contro le mafie.

Le denominazione?

“Fondi democratica contro le mafie”!

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