Fondi, “Damasco 2”: chiusa l’istruttoria

Al termine dell’ennesima lunga e tormentata udienza, ieri il Tribunale di Latina ha dichiarato chiusa l’istruttoria per il processo «Damasco 2» e si avvicina così la sentenza per i 33 imputati, la maggior parte accusati di aver dato vita a un’associazione di stampo mafioso in grado di condizionare il Comune di Fondi e il Mof.

Concluse dunque le testimonianze, si passa ora alle conclusioni del pm e delle difese.
Ieri mattina, dopo che la Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile l’ultima ricusazione dei giudici, il Tribunale – presieduto dal giudice Lucia Aielli, Mara Mattioli e Valentina Valentini a latere – ha disposto la ripresa delle udienze. Gli avvocati Domenico Oropallo e Giulio Mastrobattista, difensori di Igor Catalano, hanno chiesto per il loro assistito di procedere con rito abbreviato, rito alternativo che consente in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena. A settembre, il pubblico ministero Maria Cristina Palaia ha formulato altre accuse a carico dell’imputato e i difensori hanno quindi ritenuto che fossero ancora in tempo per chiedere un abbreviato. I giudici hanno ammesso la richiesta, rigettando poi le eccezioni su una loro eventuale incompatibilità. Le difese hanno infatti sollevato il problema che, accedendo al fascicolo del pm per giudicare Catalano, il Tribunale sarebbe diventato incompatibile per gli altri imputati. I giudici Aielli, Mattioli e Valentini hanno però sostenuto che, come specificato in alcune sentenze della Cassazione, non vi è incompatibilità se le sentenze vengono emesse contestualmente. Respinta inoltre la nuova richiesta dell’avvocato Angelo Palmieri, difensore tra gli altri di Carmelo Tripodo, di ascoltare l’ex presidente del Mof e revocata l’audizione del perito incaricato della trascrizione delle intercettazioni per «Nitra».
Il Tribunale ha quindi dichiarato conclusa l’istruttoria e lunedì prossimo è prevista la requisitoria del pm Palaia.

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